Nomadi chiuse nel gabbiotto al supermarket È polemica
Ha suscitato critiche, ma anche molte prese di posizione a favore, il video delle due nomadi rinchiuse in un gabbiotto per cartone e rifiuti nel piazzale di un supermercato Lidl di Follonica, nel Grossetano. A difendere i due dipendenti, di 27 e 35 anni, autori delle riprese con il loro cellulare e ora indagati per sequestro di persona, è sceso in campo il leader della Lega Matteo Salvini che, senza esitazione, dice «sto con i lavoratori, gli offrirò anche il sostegno legale». Quel sostegno che, invece, è pronta a togliere a uno dei due, iscritto al sindacato, la Cgil. «La cultura dell’ odio non ci appartiene», spiega il segretario della Camera del lavoro a Grosseto, Claudio Renzetti, che annuncia la sospensione del giovane. Anche l’ azienda intanto «condanna fermamente» l’ accaduto e fa sapere che sta valutando il da farsi, si ipotizza la sospensione: «Siamo venuti a conoscenza del video diffuso in rete», si legge in una nota di Lidl Italia pubblicata sul profilo Facebook, «prendiamo le distanze senza riserva alcuna dal contenuto del filmato che va contro ogni nostro principio aziendale. L’ azienda sta verificando le circostanze legate al video e si avvarrà di tutti gli strumenti a disposizione, al fine di adottare i provvedimenti necessari nelle sedi più opportune». Ma sul web sono in tanti a non pensarla nello stesso modo: «Se licenziate i due ragazzi io e la mia famiglia non metteremo più piede nella vostra catena», scrive su Facebook uno dei tanti che appoggia l’ operato dei due lavoratori di Follonica. «È anzi dovere procedere all’ arresto da privato cittadino in caso di flagranza (art. 383 Codice Penale). Avevano tutto il diritto e il dovere di trattenere in attesa dell’ arrivo della polizia», ribatte un altro. Anche il segretario provinciale di Fdi, Fabrizio Rossi, è contro provvedimenti per i lavoratori: «È fuori luogo parlare di sequestro di persona». Un coro di critiche all’ indirizzo di Salvini arriva invece dal senatore Pd Andrea Marcucci, dai deputati di Possibile Pippo Civati e Andrea Maestri, dal segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e dal governatore della Toscana Enrico Rossi, che dice: «Ecco i frutti avvelenati della xenofobia, e non si parli di goliardate. Quello che è successo alle due donne rom a Follonica è gravissimo e deve essere condannato fermamente, come ha fatto la stessa azienda». Il Codacons chiede di licenziarli. Per la Caritas di Grosseto, interviene don Enzo Capitani: «Quelle grate», dice commentando le immagini delle nomadi richiuse nel gabbiotto, «mi hanno fatto pensare ad altre epoche, altri regimi e fasi storiche».
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