Noleggio con conducente e Uber, nuova pronuncia del Consiglio di Stato
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fonte:
- Help Consumatori
Tecnologie, Uber, Ncc e servizi di trasporto: districare la matassa è difficile. A confermare la difficoltà con cui la legislazione sta intervenendo nel settore, nonché la complessità degli interessi in gioco, è l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato.
Rimangono infatti in vigore le norme che obbligano gli Ncc, il servizio di noleggio con conducente, a iniziare e terminare il servizio presso la rimessa, ovvero il Comune di rilascio della licenza, e a compilare sempre il foglio di servizio anche dopo prenotazioni online. Il Consiglio di Stato non ha sospeso l’efficacia della Circolare interpretativa del decreto di riforma.
Codacons: i limiti sono un danno per gli utenti
Fra i diversi attori in gioco ci sono i Consumatori. Che premono perché si tenga conto dell’utenza e si offra dunque una pluralità di scelta ai cittadini.
Per il Codacons «qualsiasi limite agli Ncc e a Uber rappresenta un danno per gli utenti dei trasporti pubblici non di linea».
Così si è espressa l’associazione nei confronti della decisione del Consiglio di Stato e in attesa della decisione di merito del Tar del Lazio.
«Una decisione quella dei giudici di Palazzo Spada che contrasta nettamente con il nuovo mercato aperto alle tecnologie moderne e con le esigenze dei consumatori, che chiedono più scelta e tariffe più basse – dice il presidente Carlo Rienzi – I limiti imposti a servizi come Uber e Ncc finiscono solo per danneggiare gli utenti finali, attraverso una riduzione della concorrenza, un peggioramento della qualità delle prestazioni e un incremento delle tariffe dei taxi. Per tale motivo speriamo che il Tar del Lazio, nella decisione di merito, voglia mettere fine al medioevo che impera in Italia nel settore dei trasporti pubblici non di linea».
Da Uber Italia sottolineano la necessità che l’Italia si doti di una riforma della mobilità.
«Siamo soddisfatti dell’ordinanza del Consiglio di Stato che, accettando la nostra richiesta, ha sollecitato un intervento sul merito da parte del TAR – dice un portavoce di Uber – Si tratta di un ulteriore segnale che l’Italia ha bisogno di una riforma organica della mobilità. Continueremo a cercare un dialogo costruttivo con le istituzioni e gli operatori per costruire città più sostenibili per tutti».
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