2 Dicembre 2007

Noi, travolti dall`incubo bond

Così, grazie alle banche, un coppia di modenesi ha perso i suoi risparmi Bond Argentina per migliaia di modenesi coinvolti. Molti hanno subito, in silenzio, non solo il tracollo dei titoli ma anche il silenzio degli istituti di credito. Altri hanno reagito e adesso fanno causa. Non allo Stato argentino, però, ma alla propria banca. Omissioni nell`informazione, responsabilità nelle valutazioni e, qualche volta… mancano addirittura le firme. “Il fatto è che io e mia madre non abbiamo firmato niente, eppure i nostri soldi li abbiamo persi lo stesso. I risparmi di una vita: lei ci ha fatto una malattia…“. Sembra un caso raro e invece è più frequente di quanto si possa pensare. Una chiacchierata, magari sulla fiducia, tante belle parole e molti, soprattutto anziani e inesperti, si sono trovati con il titolo intestato. Niente documenti, niente firme. Ma il titolo era un bond Argentina, è diventato carta straccia e con lui il denaro investito. “Mia madre ha più di settant`anni e nel 1998 ha aperto un conto presso una filiale della Cassa di Risparmio di Cento perchè conosceva il responsabile – racconta un modenese che sta intentando, attraverso il Codacons, una causa all`istituto di credito – è stato lui a parlarle dell`affare dei bond e a convincerla ad investire in quei titoli tutti i suoi risparmi. Non le ha fatto firmare nulla anche se lei era a conoscenza dell`acquisizione. Io sono stato inserito come cointestatatrio, in quanto unico figlio. Molti soldi, vi dico solo questo. Tutti quelli di un`anziana signora. Ma non è che poi la banca ci abbia mandato qualche documento, no… tutto procedeva automaticamente, secondo loro. Anche quando è andata male. Infatti di come le cose fossero precipitate e di aver perso tutto lo abbiamo saputo dalla televisione. La banca? nemmeno una telefonata di cortesia. Le notizie per chi aveva investito erano, all`inizio solo quelle date dai media, tutte sconfortanti. Mia madre era diventata cupa e triste, si sentiva in colpa per aver fatto questo errore ed aver perso tutto…. erano soldi che voleva investire per me“. “Per la delusione e la rabbiaho deciso di spostare il conto altrove… e ci siamo portati via anche il nostro titolo, completamente vuoto. Io però non volevo arrendermi, soprattutto perchè volevo tentare di dare a mia madre un risarcimento, diciamo, e farla stare più serena. Mi sono informato. Partecipavo a tutti gli incontri ed i convegni organizzati sull`argomento. Di cose ce ne siamo sentite dire tante, ma veramente tante… tra cui anche che sarebbe stato meglio convertire i titoli in altri più nuovi emessi sempre dallo Stato argentino perdendo più della metà del denaro. Cose assurde, la confusione regnava sovrana. Comunque ho cominciato a guardare bene i documenti che la banca ci aveva restituito al mommento del trasferimento e mi sono reso conto che non c`era nemmeno una firma nè di mia madre, nè mia. Questo mi ha insospettito, anche se non sono un esperto, mi è sembrato molto strano e così, tra amici e conoscenti (ad aver subito la stessa sorte siamo veramente in tanti) abbiamo organizzato un gruppo, di una trentina di persone e ci siamo rivolti ad un pool di avvocati. Questi avvocati nonostante avessero accettato l`incarico erano un po` timorosi, o comunque non abbastanza esperti, perchè dopo poco tempo, dopo aver chiesto la consegna della documentazione completa alla Cassa di Risparmio di Cento, tutto si è arenato davanti a due sentenze negative pronunciate, su altri casi, dal tribunale di Modena. Il fatto è che nel frattempo la banca si era fatta avanti per trattare. Ad alcuni era arrivata ad offrire spontaneamente il 60% del capitale perso purchè non intentassero una causa. Io non ho accettato, perchè mi sono detto: se la banca vuole trattare certamente sa di avere dei torti… diventa anche una questione di principio, a volte“. “Sono passati sette anni, è vero… ma questo tipo di cose non vanno in prescrizione prima dei dieci. Adesso mi sono rivolto al Codacons, insieme ad altri amici e conoscenti che hanno subito le stesse ingiustizie. Le cause le stanno depositando in questi giorni e, sinceramente, sono fiducioso… Voglio sapere come farà la mia banca senza uno straccio di firma… Non penso quasi più per niente ai soldi. Quello che vorrei più di tutto è dare una soddisfazione a mia madre…“. “Interverremo analizzando tutta la documentazione – spiega l`avvocato barbara Pasi del collegio legale del Codacons – soprattutto perchè dal l`acquisizione degli ordini è strettamente regolamentata ed esclude l`ordine verbale“.

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