27 Marzo 2016

«Noi siamo rovinati, i dirigenti invece no»

«Noi siamo rovinati, i dirigenti invece no»

il popolo dei piccoli azionisti si è sfogato: «andiamo a prenderci le tenute di zonin». oltre 100 i soci salvati dal suicidio
di Nicola Brillo wVICENZA Da una pensionata di Chiuppano, che prende 680 euro al mese, arriva la proposta più originale: «Andiamo a riprenderci le tenute di Zonin». I soci che hanno preso la parola ieri in Fiera a Vicenza, per l’ assemblea della Popolare, erano molti meno che a Gambellara, ma la rabbia è la medesima di inizio marzo. «Con l’ aumento di capitale del 2014 ci hanno quasi costretto ad acquistare le azioni senza che i dirigenti si siano tagliati lo stipendio, mentre la maggioranza di noi è rovinata: è una vergogna – ha spiegato Margherita Toniolo, uno dei tanti piccoli soci della Banca Popolare di Vicenza, i cui risparmi sono stati bruciati dalla precedente gestione – All’ ex presidente Zonin avete dato un milione di euro, ora tutte le sue tenute devono essere redistribuite a noi che abbiamo perso il capitale». E poi rivolta al nuovo presidente: «Dolcetta mi sono informato su di lei, mi sembra una persona perbene, mi raccomando non si sporchi in futuro». «Il bilancio 2015 è anomalo, chiude con una perdita mostruosa, in un anno in cui il sistema bancario italiano ha chiuso in utile – ha dichiarato Riccardo Rocca, azionista di Milano – Le perdite forse sono maturate negli anni passati e opportunamente nascoste. Bisognava scrivere una rettifica dei bilanci passati, non mettere tutte le perdite in questo bilancio: questo ci permette di chiedere il risarcimento danni». L’ azione di responsabilità, poi votata, è il filo conduttore di molti interventi. «Ipotizziamo anche il reato di estorsione per chi è stato costretto ad acquistare azioni – ha spiegato l’ avvocato Bruno Barbieri del Codacons – Non esiste solo l’ azione collettiva in sede penale, c’ è anche un’ altra via poiché non è stata rispettata la normativa europea Mifid, che valuta la situazione peculiare di ogni cliente: si può arrivare all’ annullamento del contratto e la banca deve restituire i soldi». «Il 2014 si è chiuso con una perdita di 758 milioni e al cda sono andati 4,6 milioni, al top management 4,9 milioni, mentre Sorato sosteneva che il nostro gruppo era tra le principali banche per attivi e solidità patrimoniale – è la critica di Giuliano Xausa, segretario Fabi – Ora si votano 1,5 miliardi di perdite e nessuna riduzione dei compensi: chiediamo restituiscano i compensi ricevuti, o si vada a recuperarli con tutti i mezzi». Per Luigi Ugone (Ass. Noi che credevamo nella Pop di Vicenza) «gran parte della causa delle perdite è seduta nel cda». «Andremo avanti con le azioni di responsabilità, anche contro le autorità di vigilanza – prosegue Ugone – Questa banca verrà smembrata dalla finanza, bruciato il 90% del valore della banca sull’ altare della borsa». Le associazioni raccontano poi la disperazione dei piccoli soci, che hanno perso tutto. «Abbiamo salvato più di 100 persone, che volevano suicidarsi a causa di questi “piccoli” problemi”, ha raccontato all’ assemblea Patrizio Miatello, rappresentante del Coordinamento Don Enrico Torta, parlando della disperazio di alcuni azionisti a causa del crollo del valore dei titoli.

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