Noi, emarginati da 25 anni “Ci date dei ladri e invece lavoriamo come tutti“
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Non ricreate un ghetto E i nomadi che ne pensano delle questioni poste dai cittadini? Dall`arrivo al campo si sono mostrati disponibili a discutere su tutto: microaree, lavoro, integrazione. Hanno espresso il loro punto di vista come italiani e modenesi. “Ci chiedete delle microaree? – ha detto Giuseppe De Barre – sappiate che siamo favorevoli e disposti a dividerci. Possono essere gestite meglio e c`è una maggiore possibilità di integrarsi. Viviamo isolati da 25 anni, ma siamo modenesi a tutti gli effetti“. La gente ascolta. Tutt`intorno intanto ragazzini in età scolare s`avvicinano incuriositi. In effetti, fanno notare gli stessi Sinti, è la prima volta che tanti cittadini insieme arrivano al campo. Il discorso si sposta poi sul lavoro, ovvero su quanto Galli del Codacons sta cercando di portare avanti. Ed è Efrem De Barre stavolta che parla: “Oggi si lavora e non si va più a rubare. Siamo capaci e disposti a lavorare devono solamente darcene – ha fatto notare – e l`avevamo chiesto per smettere questa condizione, guadagnare, pagare ciò che usiamo. Sappiamo fare i magazzinieri, i saldatori, ma alla fine ci scontriamo sempre coi pregiudizi della gente“. Quelli che escono ogni volta, anche quando chiedono di essere presi in prova gratuitamente presso le aziende. A chi li accusa di furto e di mendicare, hanno risposto che troppe volte sono stati accusati ingiustamente “Non siamo noi. Ci vengono addossate colpe, quando vogliamo solo vivere tranquilli, in pace coi cittadini“. La gente però non li vuole dicono, perché ormai li ha etichettati, anche se loro continuano a desiderare una vita normale, sempre all`aperto come oggi, ma normale. Il dialogo va avanti in un`atmosfera tranquilla. Si parla dei bambini e dicono “sarebbe bello che i nostri crescessero insieme a i vostri“: “Perché non dovrebbe essere così? In fondo vanno scuola insieme dalle materne fino alle superiori – ha detto Ettore Anselmi, un Sinti che poi è ritornato sulle microaree. Non però sotto l`alta velocità e sotto l`alta tensione: siamo esseri umani anche noi!“. Affermazione ribadita anche da un`anziana: “Per 25 anni abbiamo vissuto sotto i tralicci dell`alta tensione; in diversi sono morti a causa di tumori, speriamo che la soluzione non ci riporti in una situazione simile“.
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