6 Ottobre 2020

«Noi di Pianbosco cittadini di serie B»

i residenti: «abbandonati dal comune»
VENEGONO SUPERIORE Domenica mattina gli abitanti di Pianbosco, a Venegono Superiore, si sono svegliati senz’ acqua e i rubinetti sono rimasti a secco per circa cinque ore. Per i cittadini di quella zona s’ è trattato della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Poi abbiamo capito cosa fosse successo – racconta Marco Pistoletti, che si fa portavoce di un cospicuo gruppo di cittadini – Telefonando ad Alfa, siamo riusciti a sapere che c’ è stato un guasto nelle centraline elettriche che alimentano l’ acquedotto. Siamo rimasti senza l’ erogazione dell’ acqua dalle 11 del mattino fino alle 16.30. In altri punti del paese ne scendeva un filo, mentre, da noi, zero proprio. Siamo esasperati, perché ci sentiamo completamente abbandonati da parte dell’ amministrazione comunale. Abitando un po’ fuori paese, sembra che siamo considerati cittadini di serie B. Inoltre, ultimamente siamo pure rimasti completamente isolati per una settimana». Dopo la tromba d’ aria che ha colpito la zona del Tradatese il 25 settembre, infatti, i cittadini di Pianbosco – circa un migliaio, senza contare i proprietari delle seconde case – sono rimasti senza telefono, perché sono cadute diverse piante in zona travolgendo i tralicci e c’ è voluto un bel po’ di tempo per il ripristino. «Il fatto è che noi di Pianbosco non possiamo nemmeno usare il cellulare – prosegue Pistoletti – perché non c’ è l’ antenna 4G, che abbiamo richiesto da tanto tempo, ma che, per questioni di tutela del territorio, non ci viene garantita. Quindi, da venerdì 25 settembre a giovedì primo ottobre, siamo rimasti senza rete fissa e senza wi-fi, quindi praticamente isolati, senza poter neppure telefonare ai soccorsi in caso di necessità. Per telefonare dovevamo andare lungo la strada principale, ma da casa nulla, nessuna possibilità di comunicazione. Abbiamo anche scritto una lettera al Codacons, perché almeno un servizio minimo d’ emergenza ci dovrebbe essere garantito. Inoltre molti, tra noi, stanno ancora lavorando in smart-working, per cui è stato davvero difficoltoso». A tutto ciò si aggiunge lo stato di forte degrado che investirebbe attualmente tutta la zona, residenziale e un tempo molto apprezzata anche dai villeggianti. «Pianbosco una volta era il fiore all’ occhiello di Venegono – conclude Pistoletti – mentre ora è diventato zona di spaccio e di prostituzione, con prati e boschi dimenticati, completamente nell’ abbandono e nell’ incuria, visto che nessuno si premura di pulirli e fare manutenzione. Al primo colpo di vento o alla prima nevicata è naturale che capitino questi disastri».

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