13 Dicembre 2012

«Noi, costretti per ore al freddo in attesa del treno che non arriva»

«Noi, costretti per ore al freddo in attesa del treno che non arriva» 

C’ è chi ha perso la sessione d’ esame, chi ha fatto tardi alla riunione in ufficio, chi è rincasato due ore dopo il previsto. Mario, disoccupato, ha addirittura mancato un colloquio di lavoro: aveva l’ appuntamento nel primo pomeriggio di ieri a Milano, ma il suo treno da Busto Arsizio è partito con 40 minuti di ritardo. «Dalle 13.53 è slittato alle 14.30, ho dovuto annullare tutto – racconta con rabbia, all’ ingresso della stazione Garibaldi -. Sono senza un posto da tempo, questa per me era un’ occasione importante, spero mi fissino un altro incontro». Per il terzo giorno consecutivo il sistema informatico che gestisce i turni del personale Trenord ha creato disagi ai pendolari lombardi. Entrato in funzione domenica, Goal System è andato subito in tilt : lunedì e martedì le giornate peggiori con ritardi di ore, treni soppressi e vagoni sovraffollati. Ieri i danni sono stati un po’ più contenuti, ma nelle ore di punta il crash del sistema si è fatto sentire. Tra le 7 e le 10 di mattina solo il 55% dei treni ha viaggiato con meno di cinque minuti di ritardo. Il 45% si è mosso con una media di 20. Lo sa bene Pamela Abbruscato, 21 anni, studentessa, habitué della linea Como Lago-Milano: «A Saronno tutti i treni erano in ritardo e prima delle otto ne sono anche stati cancellati un paio». Edoardo Casati, 19 anni, martedì ha sostenuto l’ esame di Diritto romano in Statale per un soffio ma molti suoi compagni hanno perso l’ appello. Disagi anche sulla Laveno-Milano: «Mia mamma è dovuta andare al lavoro in macchina, i treni prima delle otto sono saltati», racconta Marta Giurato, 19 anni, studentessa di Gavirate. Lei ci ha rimesso martedì, mezz’ ora persa sia all’ andata sia al ritorno. Renzo Rasador è salito sulla linea Asso-Milano, all’ altezza di Cabiate: «Minuti di ritardo e vagoni strapieni, sarebbero servite dieci carrozze in più», racconta. Carla Paulli, martedì, è rientrata a Garbagnate con tre ore di delay , così come Francesco Zoccali, di Giussano, che martedì ha varcato la soglia di casa due ore dopo il previsto. Occhi al tabellone di Cadorna: tutto liscio, alle 14.30. Ma dalle 15.30 in poi sono ricominciati i problemi. Il megaschermo della stazione Garibaldi si è riempito di segnalazioni: 35 minuti di ritardo per Malpensa, 30 per Novara, 10 per Rogoredo. Convogli soppressi per Bovisa e Pavia. I pendolari con le mani nei capelli. «Ora faccio ricorso», sospirano alcuni. Il Codacons si è già messo a disposizione per coordinare una class action , invitando chi ha subito danni a portare biglietti, abbonamenti e ricevute nei suoi uffici nei prossimi giorni. Alessandra Dal Monte RIPRODUZIONE RISERVATA.

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