24 Agosto 2017

I “no vax” mandano diffide preventive all’ Unità sanitaria

 

 

TREVISOLe prime diffide sono già arrivate al centro vaccinazioni dell’ Usl 2. Sono di alcune famiglie, verosimilmente esponenti del fronte no vax, che tramite i legali di fiducia diffidano l’ azienda sanitaria della Marca ad inviare ogni atto che riguardi l’ obbligo di somministrazione dei vaccini ai loro figli ai sensi del decreto Lorenzin. Facile capire che il fronte no vax – già due volte in piazza negli ultimi mesi a Treviso per chiedere libertà di scelta – è pronto a dare battaglia e ad aprire contenziosi amministrativi e giudiziari a tutti i livelli, dal Tar ai tribunali civili.Sempre in questi giorni, il comitato per la libertà di vaccinazione (Corvelva), ha inviato al governatore Zaia una lettera firmata da 34 mila genitori veneti, in cui conferma la volontà di ricorrere ad ogni atto coattivo delle isittuzioni, si chiedono garanzie in particolare per i bimbi dai 0 ai 6 anni, e si ricorda come Manildo sia sordo ad ogni richiesta di incontro, anche solo per esporre le nostre ragioni».La lettera chiede a Zaia di essere coerente con la sua linea di disobbedienza – con tanto di ricorso al Tar- e di attuare una « linea comune in Veneto coerente con la sua posizione».Dal canto suo interviene anche il Codacons, che ricorda come «nessun bambino possa essere vaccinato se prima non vengono compiuti gli esami medici necessari per escludere pericoli alla salute del bambino». E l’ associazione diffonde il modulo da presentare all’ Usl in caso di chiamata per la vaccinazione. Sarà un autunno «caldo», di battaglie, contestazioni, multe, cause e contenziosi.

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