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2 Luglio 2002

«No, il mare è un diritto di tutti»

MILANO – «Una follia, perché il Comune dimentica che le spiagge non sono sue, ma del Demanio. L?accesso è un diritto di tutti i cittadini, il sindaco può gestire la spiaggia, ma non cambiare le regole». Carlo Rienzi, avvocato e presidente dell?associazione di consumatori Codacons s?infuria: «Valuterò – dice -. Contro la delibera potremmo presentare ricorso al Tar». Non è l?unico. Il presidente di Telefono Blu, Pierre Orsoni, parla di «provvedimento sgradevole: spiaggia e mare pulito sono un obbligo, non un servizio a pagamento».
Avvocato Rienzi, molti applaudono al ticket. Dicono: paghiamo, ma almeno la spiaggia è un paradiso.

«Eh no, la pulizia della spiaggia tocca istituzionalmente al Comune, che deve provvedere con le proprie risorse e non metterle a carico degli utenti. Di questo passo, finiremo per pagare un pedaggio per l?usura e la pulizia dell?asfalto in città. Un conto è far pagare per il chiosco o per l?ombrellone. Negli altri casi è inammissibile»

Eppure l?idea potrebbe fare strada, altri ci stanno pensando

«La gente è disposta a sopportare solo perché ha perso la concezione dei doveri delle istituzioni pubbliche: poiché tutto è abbandonato a se stesso, si finisce per convincersi che sia giusto pagare per vedere riconosciuto un diritto. Noi non ci stiamo».

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