21 Febbraio 2001

«No e poi no» a Seat-Tmc

ROMA ? L’Authority tlc ha posto nuovamente il proprio risoluto veto all’operazione di concentrazione tra Seat e Tmc. Una decisione ampiamente attesa anche dalla Borsa che ieri, dopo quasi un’intera seduta in rialzo, ha visto i titoli Seat invertire la tendenza e portarsi in territorio negativo: le azioni della società di Lorenzo Pellicioli hanno perso lo 0,41% a 1,695 euro. «Il Consiglio dell’Autorità ? si legge in una nota ufficiale ? concluso il riesame dell’operazione Seat-Tmc, ha ribadito le conclusioni riportate nella delibera 51/01, secondo le quali l’operazione non risulta autorizzabile». In sostanza, l’organismo presieduto da Cheli ha riesaminato il caso, come era stato invitato a fare dal Tar del Lazio, salvo poi arrivare alla stessa determinazione del 17 gennaio scorso: questo matrimonio non si può fare.
I motivi del nuovo no? Sono gli stessi, anche se si è avuta cura di rispondere con attenzione ai rilievi sollevati dal Tar nella richiesta di riesame. L’Authority tlc ha quindi ribadito «l’ostacolo formale ? per Telecom che controlla Seat ? del divieto contenuto nella legge Maccanico. Eppoi ha escluso ogni eventuale conflitto con l’Autorità Antitrust. Nulla di nuovo, quindi. Solo un altro ? e questa volta più pesante ? «no» all’operazione. E questa decisione non potrà che influenzare quanto i giudici del Tar del Lazio scriveranno nelle motivazioni del loro diverso sentire (il Tar aveva infatti sospeso l’efficacia della delibera dell’Authority). L’Autorità ha poi osservato che in base alla legge «tutti i trasferimenti di proprietà delle società radiotelevisive debbono essere autorizzati» dal medesimo organismo di controllo. Che, insomma, non ha dubbi: «Risulta pienamente applicabile al caso Seat-Tmc l’ articolo 4 comma 8 della legge 249/97 (vieta ad un concessionario pubblico, quale era Telecom, l’ ingresso nel mercato televisivo), perché ha una validità che prescinde dal titolo autorizzatorio, concessione o licenza, perché il legislatore ha voluto imporre alla concessionaria del servizio pubblico una serie di divieti fondati sulla peculiare posizione rivestita nei mercati delle tlc, ed in particolare in quello dell’ accesso alle reti».
Tutto come previsto, secondo il sottosegretario Lauria. «Attendiamo il giudizio di merito del Tar al quale anche l’ Autorità dovrà conformarsi». La decisione, comunque, pregiudicherà il proseguimento della trattativa tra Seat e Vittorio Cecchi Gori. La vigilia della nuova «sentenza» è stata infatti punteggiata da colpi di fioretto da parte di entrambi i protagonisti della vicenda.

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