No di Consumatori e ambientalisti
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fonte:
- Il Secolo XIX
Commercianti, Ascom non esclude un ricorso al Tar: no ai rincari
Non piace agli ambientalisti, ai consumatori, ai commercianti. Il regolamento della Tia, la tariffa di igiene ambientale che prende il posto della Tarsu, non piace a chi ne contesta l`impostazione o teme di essere chiamato a pagare di più. Il regolamento non piace ai partiti di opposizione, che ieri hanno fatto ostruzionismo e votato contro. Non piace a Rifondazione comunista, che con un emendamento ha chiesto l`introduzione della carta dei servizi, ma lo ha ugualmente bocciato. Dice la capogruppo, Patrizia Poselli: “La trasformazione da Tarsu a Tia non può esistere senza un piano industriale e senza il monitoraggio dei rifiuti prodotti“. L`osservatorio regionale sulla Tia – Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Mdc, Movimento consumatori, Unc, Italia Nostra, Legambiente Liguria – avrebbe sopportato l`operazione se fossero state accolte quattro istanze: rendere sperimentale e quindi provvisorio il regolamento approvato, mettendo nero su bianco la possibilità di correggerlo l`anno prossimo; la possibilità di rateizzare la tariffa; azioni concrete di promozione della raccolta differenziata; l`istituzione di un`ampia commissione di monitoraggio. Ma gli emendamenti accolti sono bollati come “troppo generici“. “La maggioranza – denuncia Andrea Agostini a nome dell`osservatorio – ha approvato modifiche che di fatto non muovono nulla. Sono solo buone intenzioni, che non vincolano nessuno, non favoriscono la raccolta differenziata e penalizzano le utenze familiari. Siamo contrari alla Tia perchéè un`operazione di finanza creativa, che penalizza i comportamenti virtuosi e stravolge lo spirito del decreto Ronchi“. La Tia – contestano ambientalisti e consumatori – dovrebbe essere calcolata in base ai rifiuti effettivamente prodotti, “che però l`amministrazione non conosce – dice Agostini – perché in città la produzione di rifiuti non è mai stata monitorata. Non si sa chi produce e quanto“. Le tariffe saranno stabilite dalla giunta entro marzo. Oggi si sa che aziende e famiglie, come spiega il capogruppo Ds Simone Farello, concorreranno nella misura del 55% le prime e del 45% le seconde agli 80 milioni di euro che Amiu deve rastrellare per garantire il servizio. “Qui sta l`ingiustizia – insiste Agostini – le famiglie saranno chiamate a pagare quasi il doppio rispetto ai rifiuti che producono. Alla faccia del decreto Ronchi, la Tia approvata da questa amministrazione serve solo a scaricare sull`Amiu una voce del bilancio comunale“. Andrea Brignolo, consigliere comunale Verde, esce dall`imbarazzo astenendosi: “Avrei votato contro se non fosse stato accolto l`emendamento che prevede il carattere sperimentale di questo regolamento. Mi astengo amareggiato, perché di 13 emendamenti proposti dai Verdi ne sono stati accolti solo tre“. Roberto Delogu, capogruppo dei Comunisti italiani, dopo un intervento molto critico, vota a favore con riserva: “E` un voto di fiducia, spero che la giunta rispetti gli impegni presi“. Wwf e Rete nazionale rifiuto zero si riservano “di verificare la legittimità del provvedimento e valutare l`opportunità di un ricorso“. Valutano la possibilità di ricorrere al Tar anche i commercianti. Ascom ha scritto al sindaco chiedendo di rinviare la riforma Tia e ribadendo che “eventuali agevolazioni riservate alle utenze domestiche non dovranno gravare sulle utenze non domestiche“.
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