«No class action, meglio un’ azione
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
IN UNA sala gremita dell’ Hotel Carlton, oltre un centinaio di risparmiatori Carife hanno partecipato ieri sera all’ incontro organizzato dal Codacons con l’ avvocato Bruno Barbieri. Diverse le storie emerse nel corso dell’ incontro e le domande dei partecipanti hanno riguardato soprattutto le modalità pratiche con cui iniziare un’ azione di risarcimento. L’ avvocato Barbieri ha voluto subito chiarire che «la class action non è possibile», in quanto la legge che la regola non dà la possibilità, in questa circostanza, di adottare questa soluzione, ma ha spiegato il suo intento alla platea. «Quello che si può fare – ha aggiunto – è un’ azione collettiva di costituzione di parte civile», ma non solo. L’ altra strada è quella di valutare un’ azione civile individuale sulla base dei documenti posseduti, perchè si può ottenere l’ annullamento dell’ acquisto delle azioni o obbligazioni andate in fumo. TRA GLI INTERVENTI, il caso di un dipendente della banca che ha visto bruciare un investimento in titoli per 60mila euro. «Questi soldi li ho guadagnati onestamente e li rivoglio tutti indietro, per questo mi costituirò parte civile, nonostante sia rimasto un cliente di Carife», ha detto, aggiungendo: «Dove sono finiti i 150 milioni di euro dell’ ultimo aumento di capitale?». Un’ altra cittadina ha sottolineato che «vogliamo intraprendere ogni iniziativa possibile: non è solo una questione di soldi ma di dignità». Altri cittadini hanno fatto domande anche sul decreto ‘salvabanche’ varato dal Governo Renzi, mentre uno dei consigli che l’ avvocato Barbieri ha dato al pubblico è quello di procutarsi, attraverso una domanda scritta, un estratto conto del deposito titoli e la profilatura di rischio dell’ investimento. Sono questi tra gli altri i documenti che posso supportare una richiesta di risarcimento in sede civile. Simone Russo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Bruno Barbieri, carife, Class action
