11 Luglio 2002

NO ALLE MUTUE PRIVATE SOSTITUTIVE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

    NO ALLE MUTUE PRIVATE SOSTITUTIVE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, SI ALLE MUTUE PRIVATE INTEGRATIVE MA FINANZIATE DALLE CASE FARMACEUTICHE LA POSIZIONE DI ADUSBEF E CODACONS SULLE INNOVAZIONI IN MATERIA SANITARIA CONTENUTE NEL DPEF

    BASTA CONVEGNI GRATIS PER I MEDICI E COMPARAGGIO TRA FARMACISTI E DOTTORI

    Per risolvere l?annosa questione della spesa sanitaria il Governo ha proposto nel Dpef alcune soluzioni, prima fra tutte il ritorno delle mutue private, su cui oggi si pronunciano Adusbef e Codacons.

    Il meccanismo delle mutue private, in auge prima della legge 833/78 e che in realtà non è certo un?idea innovativa, poiché attualmente molte categorie professionali (giornalisti, avvocati, fino ad arrivare agli stessi medici), sulla scia dei limiti del servizio sanitario nazionale, hanno attivato delle forme di assicurazioni private.

    Le due associazioni si dicono comunque non contrarie a questa forma di mutua, purchè sia integrativa e non sostitutiva del SSN.

    Preoccupano le dichiarazioni del Ministro Sirchia che parla di una fase sperimentale e soprattutto il testo del Dpef che non esclude la possibilità che intere categorie omogenee di soggetti possano uscire dal SSN e formarsi un servizio sanitario a parte. Ciò comporterebbe un sistema all?americana con gravi sperequazioni sociali.

    Adusbef e Codacons sono invece d?accordo sulla possibilità di mutue integrative del SSN, finanziate dalle case farmaceutiche. Per non aggravare la già pesantissima contribuzione che lavoratori sia autonomi che dipendenti versano al Servizio sanitario Nazionale, sostengono le 2 associazioni, le mutue devono essere finanziate dall?industria del farmaco attraverso un ticket sui medicinali immessi sul mercato per i quali esiste già un generico. La spesa deve essere sostenuta prelevando il 50% del maggior prezzo che le case praticano sui farmaci da loro prodotti rispetto al prezzo dei generici. Questi ultimi hanno un prezzo più basso rispetto ai medicinali di marca, ma contengono gli stessi principi attivi.

    Adusbef e Codacons chiedono inoltre un provvedimento amministrativo da parte del Ministero della Salute che autorizzi i farmacisti a vendere in maniera sfusa pasticche e fiale, consentendo di annotare a mano la spesa anziché con la postella. Ciò potrebbe realizzarsi anche attraverso una circolare con la quale i medici vengono autorizzati a prescrivere solo la quantità di pasticche necessaria per la cura.

    Le 2 associazioni chiedono poi di limitare il più possibile convegni e congressi pagati ai medici dalle case farmaceutiche, individuando un numero massimo di convegni al quale un medico può partecipare in un anno ( per i consumatori non più di uno) e un contributo a carico di chi vi partecipa pari al 50% del costo dell?intera trasferta.

    Tutte queste soluzioni, se realizzate, porterebbero ad un risparmio per la collettività pari a 1 miliardo di euro all?anno.

    Infine Adusbef e Codacons fanno sapere che si costituiranno parte civile per i reati connessi al comparaggio; la Guardia di Finanza avrebbe infatti accertato movimenti finanziari per decine di milioni di euro nel corso di un?ispezione fiscale nei confronti di case farmaceutiche. Queste somme, al momento, sono oggetto di approfondimento, proprio perché potrebbero essere state utilizzate per la cosiddetta attività di comparaggio, cioè la conclusione di accordi illeciti con medici e veterinari che si impegnano a prescrivere determinati farmaci in cambio di favori di vario tipo.












    Codacons




    Adusbef




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