29 Marzo 2014

No alle multe sì alle sanzioni ed è protesta

No alle multe sì alle sanzioni ed è protesta

La vicenda delle multe per la sosta nelle strisce blu, comminate perché prolungata oltre il tempo per cui l’ automobilista ha pagato il ticket, ha finalmente un punto fermo. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha accolto le richieste dell’ Anci (associazione nazionale dei Comuni d’ Italia): prevedere che, oltre al corrispettivo e la penale per il tempo di sosta sforato, sia comminata una sanzione pecuniaria non per violazione del codice della strada ma per violazione di una delibera comunale. E immediata è la reazione delle associazioni di consumatori e di cittadini. L’ Aduc: «Prima di questo accordo con l’ Anci il ministro Lupi – aveva più volte ribadito che di multa non se ne doveva parlare e che questo per lui era il punto finale sulla vicenda. Ma, insisti da una parte, insisti dall’ altra, i Comuni che fanno soldi facendo cassa sulla sicurezza degli amministrati, alla fine ce l’ hanno fatta». Il ministro Lupi però ha èrecisato che le sanzioni per “violazione di delibera comunale”, saranno applicabili solo in quei comuni che avranno approvato specifiche delibere in merito. E l’ Aduc torna all’ attacco: «Vorremmo conoscere quel Comune che non lo farà. A nostro avviso è peggio di prima, perché alla beffa della vicenda in sé, col ministro che smentisce se stesso e il suo ministero, l’ ulteriore scredito delle istituzioni da parte di coloro che sarebbero preposti a valorizzarle». Non meno duri i commenti del Codacons: «L’ esito dell’ incontro tra Governo ed Anci, è la classica soluzione all’ italiana. Peccato che sia illegale. In pratica il Governo ha deciso di lavarsene le mani, facendo rientrare dalla finestra le sanzioni uscite dalla porta. Le penali, infatti, sarebbero in tutto e per tutto equivalenti alle vecchie multe, ma la loro base giuridica non è una legge (come il codice della strada), ma un regolamento comunale. In pratica, avendo 8.000 comuni, avremmo 8.000 regolamenti comunali e, soprattutto, 8.000 penali differenti, una per ogni comune italiano: 8000 staterelli che si fanno la loro legge personalizzata. Verrebbe meno il principio della certezza del diritto. L’ automobilista non potrebbe sapere, infatti, che penale ha previsto quel particolare comune e scatterebbero milioni di contenziosi. «È già abominevole – prosegue il Codacons – far pagare il parcheggio a chi risiede. I Comuni dovrebbero invece multare chi sta in doppia fila e aumentare le strisce bianche a tempo. E non è possibile che il cittadino non possa avere voce in capitolo: va trovata una vera soluzione condivisa, uniforme per tutto il territorio nazionale. I Comuni ricordino che dovrebbero restituire i soldi indebitamente percepiti con le istituende sanzioni».
 

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