21 Settembre 2014

«No alle biciclette contromano. E’ la legge»

«No alle biciclette contromano. E’ la legge»

«BENE l’ intervento dell’ assessore Giacobazzi quando sostiene che non ci sono preclusioni di principio alle biciclette contromano, ma la priorità va assegnata alla sicurezza. E naturalmente al rispetto del codice della strada». Fabio Galli del Codacons difende quindi la linea del Comune e non quella della Fiab nela disputa sui ciclisti ‘indisciplinati’. «Nessuna amministrazione comunale può modificare la legge dello Stato. Pensate ad un anziano ciclista che in alcune parti della città potesse andare sia a destra che a sinistra della strada – dice Galli – mentre in altre dovesse tornare rigorosamente a percorrere il lato destro per poi magari entrare in un’ altra zona dove poter tornare di nuovo a pedalare anche contromano…la confusione totale, alla faccia della sicurezza. Bisognerebbe invece chiarire una volta per tutte che quel meraviglioso mezzo che è la bicicletta, il cui utilizzo al posto dell’ auto andrebbe incentivato da sconti anche assicurativi e del bollo, stante ai dettami del codice della strada, è definita come un vero e proprio veicolo, con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare. Il ciclista pertanto nell’ uso della stessa è equiparato ad un conducente di veicolo ed è tenuto al pieno rispetto delle norme che regolano la circolazione. Ne citiamo alcune che sono spesso oggetto di disattenzione da parte dei ciclisti e poca vigilanza da parte delle forze dell’ ordine. I VEICOLI (biciclette comprese) devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera; non si possono attraversare le strisce pedonali pedalando con la bicicletta, bisogna scendere, attraversare servendosi delle strisce come pedoni e poi risalire in bicicletta. Non si possono percorre in bicicletta le arterie principali come la tangenziale, purtroppo incontrare chi percorre la tangenziale in sella alla bicicletta non è affatto difficile. Ovvio che il fenomeno è più diffuso d’ estate, ma pure in inverno c’ è chi per comodità pedala in tangenziale, magari per un piccolo tratto. In questo caso la segnaletica che indica il divieto di ingresso delle biciclette non è necessaria – continua il Codacons – si tratta infatti di un divieto assoluto che riguarda questo tipo di strade. E’ come parcheggiare sul marciapiede, la multa scatta pure se non c’ è il cartello». QUANDO una strada è servita da una pista ciclabile «il ciclista ha l’ obbligo di percorrerla – dice Galli – anche se è in sella ad una super bici da corsa. I ciclisti devono procedere su un’ unica fila in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due. In ultima analisi concludiamo nel ribadire un concetto già espresso, ovvero che non è applicando una sorta di deregulation della bicicletta, che si raggiunge la sicurezza della circolazione della strada. La sicurezza è come un orologio che per funzionare perfettamente ha bisogno di una serie di congegni che, sinergici tra di loro, garantiscono il risultato chiesto all’ orologio. Dunque biciclette (anche elettriche), ciclomotori, moto e scooter, automobili e mezzi da trasporto vari, dovrebbero muoversi uno sinergico all’ altro il tutto al fine di garantire che le varie ragioni per le quali li si usa, non mettano a rischio la sicurezza di nessuno. Per raggiungere questo livello così alto, di sicurezza, bisognerebbe partire dall’ insegnarla come materia stabile ai bambini, sin dai primi anni della scuola, affinché crescano capendone l’ importanza».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox