No all´aumento del canone Rai
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fonte:
- La Stampa
ROMA.
Il 12 per cento degli italiani potrebbe decidere di non pagare l`Ici e di attendere il condono fiscale per mettersi in regola con il fisco. Lo dice un`indagine condotta dall`Intesa Consumatori, che reputa questo dato «clamoroso poiché conferma che la scelta di sanare i buchi in bilancio con condoni fiscali ingenera sfiducia nei cittadini e crea ulteriori problemi alle casse dello Stato». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – le associazioni che formano l`Intesa dei Consumatori – sono convinte che «se condono deve essere per chi non ha pagato il dovuto, deve esserci un risarcimento equo per chi invece ha pagato sempre tutto». Proprio per questo le presidenze nazionali delle associazioni hanno istituito un comitato, al quale potranno aderire, iscrivendosi ad una delle organizzazioni, tutti i contribuenti in regola per chieder un equo rimborso. «Centinaia di contribuenti – spiega l`Intesa dei Consumatori – si rivolgono quotidianamente alle sedi delle associazioni non per chiedere come fare il condono ma per protestare, in quanto non comprendono perché chi ha pagato sempre regolarmente debba essere svantaggiato rispetto a chi ha fatto il furbo o peggio, non pagando i tributi dovuti». Un esempio su tutti per l`Intesa è quello del canone Rai. «Il condono – precisano le associazioni – prevede che il pagamento possa essere sanato con il versamento di 10 euro per ogni annualità dovuta. Quindi il pagamento dell`annualità regolare del canone corrisponde a 8 anni di canone condonato. Una vera beffa per tutti i cittadini». L`Intesa pertanto ha annunciato l`intenzione di impugnare «in tutte le sedi legali» l`aumento del canone Rai di 3,30 euro, pari al 3,52 per cento. Secondo i consumatori si tratta di un «grosso regalo» che il ministro Gasparri ha fatto alla Rai «decidendo di aumentare il canone di un importo persino superiore a quanto avevano proposto gli stessi tecnici del ministero delle Comunicazioni, che avevano prospettato ai dirigenti di viale Mazzini un incremento compreso tra 2,5 e 2,8 euro». «L`aumento deciso – sostiene ancora l´Intesa – è superiore non solo all`irrealistico tasso di inflazione programmata del governo ma anche all`inflazione attuale che, come tutti sanno, è fuori controllo e in costante e pericolosa crescita». Le associazioni dei consumatori definiscono l`aumento «senza precedenti» in quanto la maggiorazione è «di gran lunga» superiore a quelle degli ultimi 10 anni. Solo nel 1998 fu più alta, pari al 3,53 per cento ma riguardava due anni, non essendoci stato adeguamento nel `97. L`Intesa Consumatori ricorda che nei giorni scorsi aveva esposto «dieci buoni motivi» per non aumentare il canone e aveva chiesto al ministro di ripensarci.
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