27 Aprile 2005

No alla vendita indiscriminata delle spiagge ai privati

LA POLEMICA

No alla vendita indiscriminata delle spiagge ai privati. E a dirlo non sono solo amministratori locali e bagnanti ma anche gli interessati, i concessionari balneari.
«Aspettiamo di capire bene cosa intende Tremonti commenta Massimo Muzzarelli, presidente provinciale della Fiba-Confesercenti Non siamo per il sacco delle spiagge ma per uno sviluppo sostenibile delle attività sugli arenili: questa è una mteria da trattare con tutte le cautele del caso». «La proposta aggiunge Simonetta Mancini, presidente regionale Fiba non è nuova perchè apparve come emendamento in occasione della prima finanziaria: non va a toccare la spiaggia in quanto tale, che è un valore di tutti, bensì gli immobili ed il soprassuolo. Staremo a vedere termini e modalità anche se ci sono prima altre questioni da risolvere, come l?aumento dei canoni».
«L?ipotesi di passare a concessioni per 100 anni commenta il presidente regionale Sib, Fabrizio Fumagalli può nascondere il rischio che ci chiedano un anticipo per 30 anni, operazione che può essere alla portata di un gruppo come quello degli Agnelli, non certo di una piccola impresa». «La mia posizione spiega Rosella Pizzuti del Sib Ostia è possibilista con molti interrogativi. Ad esempio, come valutare la lotta all?erosione, un fenomeno non prevedibile e di grande impatto sulla qualità dell?ambiente?».
«L?uscita di Tremonti osserva Andrea Mannucci, portavoce romano del Codacons è folle. Già oggi ci sono sempre più problemi ad usufruire delle spiagge. Domani, con la proprietà ?privata? diventerebbero club esclusivi, prerogativa solo di quei clienti che possono spendere». «Invece di pensare a vendere le spiagge sostiene il gruppo regionale dei Verdi – si ristabiliscano i giusti canoni di affitto degli arenili, che oggi sono irrisori e provocano una continua perdita di entrate allo Stato».

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