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5 Dicembre 2001

NO AL RITORNO DELLA FIORENTINA

    EPIDEMIA DI CASI UMANI IN TUTTA EUROPA PER MUCCA PAZZA. PERICOLO SEMPRE PIU` VICINO





    Il morbo della ?mucca pazza? miete ancora vittime tra gli umani. Si teme per la morte di una donna francese di 30 anni che potrebbe essere la quinta vittima della nuova variante di Creutzfeldt Jakob, forma umana della Bse, ossia il morbo della ?mucca pazza?. In Gran Bretagna le vittime sono addirittura più di 100, e le autorità di sorveglianza diffondono stime pessimistiche: nel prossimo anno la percentuale salirà del 40%!

    Vi è quindi una vera e propria epidemia in tutta Europa, che vede aumentare il numero di casi umani di contagio. Se si pensa poi che il tempo di incubazione della malattia arriva a 20 anni, il livello di preoccupazione aumenta.

    Alla luce di questi dati il CODACONS si oppone fermamente al ritorno della ?fiorentina? sulle tavole italiane, nonostante i servizi rassicuranti del Tg5 e di altre testate giornalistiche.
    L?associazione nei mesi scorsi aveva duramente criticato il Ministro per le politiche agricole Alemanno, il quale aveva chiesto all?Unione Europea di far uscire l?Italia dai paesi a rischio BSE, col conseguente ritorno, a partire dal mese di ottobre, della bistecca ?fiorentina?. Fortunatamente il commissario europeo per la sanità David Byrne, sollecitato anche dal CODACONS che aveva presentato una serie di motivazioni contro il rientro della fiorentina, si è opposto a tale richiesta.

    Il rischio di contagio per gli italiani è ancora alto, sostiene il CODACONS, soprattutto se all?ultimo dato relativo alla quinta vittima umana di Bse in Francia, si aggiunge il fatto che alcuni allevatori uniscono ai mangimi composti da farine vegetali, le farine animali, vietate dalla legge. Preoccupa poi il fatto che, su 20.000 bovini morti, solo 5.000 sarebbero sottoposti ai test anti-bse, mentre gli altri 15.000 andrebbero in ?rottamazione?. Senza contare la lentezza con cui vengono effettuati i test anti-bse in Italia.Tutto ciò a dimostrare che non si ha conoscenza dell?effettivo stato di salute dei bovini italiani e soprattutto del diffondersi della malattia.

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