«No al Pos obbligatorio, costa troppo»
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fonte:
- Messaggero Veneto
Le associazioni di categoria bocciano l’ obbligo per commercianti, esercenti, professionisti ed aziende di dotarsi dell’ apparecchiatura Pos per i pagamenti superiori ai 30 euro. Camera di commercio, Confartigianato e Confesercenti, si schierano compatte contro la nuova normativa nazionale, che attualmente esclude sanzioni per i “trasgressori”, non per l’ imposizione della moneta elettronica come forma di pagamento, quanto per i costi fissi e variabili delle transazioni. Di tutt’ altro avviso le associazioni dei consumatori che plaudono alla tracciabilità dei pagamenti, misura questa indispensabile per frenare l’ evasione fiscale. Nel mirino di tutti però finiscono le banche e i costi di gestione dei Pos che, secondo i consumatori, possono provocare aumenti di prezzo. «Il problema non è l’ utilizzo del bancomat o della carta di credito – ha spiegato il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo – quanto il fatto che l’ Italia sia l’ unico Paese nel quale la gestione del servizio comporta un costo pari al doppio, e anche al triplo, della media europea. I pagamenti elettronici impongono una spesa variabile, legata alla percentuale dell’ acquisto, più due fisse che riguardano la telefonata che viene effettuata ad ogni transazione e il costo del macchinario che si aggira sui mille e 500 euro all’ anno. Non è possibile che questo Paese sia sempre quello in cui i professionisti, già vessati da mille tasse e balzelli, debbano pagare più dei loro colleghi europei». Una posizione, quella di Da Pozzo, che trova conferme anche alla Confartigianato. «Prima o dopo dovremo adattarci tutti – ha detto il direttore Sandro Caporale – al passaggio alla moneta elettronica, ma non è questa la strada giusta per arrivarci. Il legislatore, al momento della scrittura della legge, avrebbe dovuto imporre una serie di limiti al costo delle transazioni delle operazioni che restano troppo elevate e di fatto rappresentano il fattore che blocca lo sviluppo dei pagamenti con bancomat o carta di credito in questo Paese». E se per il presidente di Confesercenti Sergio Marini l’ obbligo non rappresenta altro che «l’ ennesima manovra a tutela e favore del sistema bancario in cui le commissioni, diverse tra bancomat e carta di credito, non sono regolate», ben diversa è la posizione delle associazioni dei consumatori che promuovono l’ obbligo del Pos. Un via libera subordinato, però, a due condizioni: che il Governo imponga a breve un elenco di sanzioni e che il costo delle commissioni per le transazioni non ricada sulle tasche degli acquirenti. «Siamo da sempre favorevoli alla tracciabilità di tutte le operazioni – ha detto Vanni Ferrari, presidente di Federconsumatori Udine – e in linea teorica questo nuovo vincolo va in questa direzione. Parlo di teoria, e non di pratica, perché al momento la legge non prevede alcuna sanzione per i trasgressori». Servono multe e controlli per Ferrari, ma anche uno screening del costo delle singole operazioni per evitare che l’ obbligo del pagamento con moneta elettronica si trasformi in un boomerang per i consumatori. «Noi chiediamo al governo che imponga al sistema bancario un abbattimento dei costi di gestione per evitare che questi poi vengano scaricati sui consumatori». Una posizione chiara, quella di Federconsumatori che si riverbera anche in quella del Codacons locale il quale calca ulteriormente la mano. «Ci allineiamo a quello che ha già detto l’ associazione a livello nazionale – ha spiegato il presidente Nicola D’ Andrea -. Invitiamo tutti i consumatori a rifiutare il pagamento qualora l’ esercente, o il professionista, si rifiuti di accettare le carte elettroniche o non disponga del Pos e a farsi inviare il conto direttamente a casa». Mattia Pertoldi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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