18 Ottobre 2018

«No al numero chiuso a Medicina»

«e’ necessario alleggerire il contributo versato dai candidati al test d’ ingresso»
Prosegue il dibattito a seguito dell’ annuncio, da parte del governo gialloverde, dell’ abolizione dei test d’ ingresso che regolamentano, da ormai oltre trent’ anni, l’ accesso alla facoltà di Medicina. Non sono ancora chiare le modalità con le quali si intende allargare le maglie di una selezione che ad oggi risulta essere molto rigida, cosi’ come le disposizioni che dovranno essere impartite agli atenei italiani per poter rimodulare l’ organzzizzazione della didattica. Tuttavia resta una certezza, che è quella del contributo di 100 euro, che ogni partecipante alla selezione è obbligato a versare indipendentemente dal suo esito. In materia è intervenuto anche il Codacons, che attraverso le parole del presidente nazionale Carlo Rienzi, ha denunciato l’ inadeguatezza di quest’ obbligo che grava su tutti gli aspiranti stu denti di medicina. “Oggi uno studente per sostenere il test di ammissione a medicina è costretto a versare alle università 100 euro, senza contare la spesa per i trasporti e per il soggiorno qualora si provenga da altre città”, ha infatti dichiarato Rienzi, che ha richiesto, nell’ attesa dell’ abolizione del numero chiuso per l’ ac cesso alle facoltà mediche, almeno l’ immediata eliminazione, sin dal prossimo anno, dell’ “obolo” che gli studenti sono costretti a versare. “Si tratta di un’ ignobile speculazione”, ha aggiunto il presidente nazionale del Codacons, che “potrebbe addirittura realizzare il reato di appropriazione indebita e abuso di atti di ufficio”. Si è associato alle parole di Rienzi il vicesegretario nazionale dell’ associazione, l’ avvocato Matteo Marchetti, che ha ribadito la sua contrarietà alla sussistenza del test. “Occorrerebbe un metodo alla francese con uno sbarramento al primo anno, ha dichiarato l’ avvocato salernitano: andrebbe am messo a proseguire gli studi solo chiunque sostenga un determinato numero di esami”. Marchetti ha anche sottolineato la necessità di “rivedere il numero di posti nelle scuole di specializzazione, garantendo cosi’ turni meno massacranti per gli specializzandi, e creando le condizioni per poter fare realmente spazio al merito”. Non è mancato, da parte del legale, il pieno appoggio alle parole del presidente nazionale Rienzi: “è necessario alleggerire notevolmente il contributo versato dai candidati al test, considerato che già vi sono spese di vitto ed alloggio, oltre che di trasporto, che tanti giovani devono inevitabilmente sostenere”, ha concluso il responsabile dell’ ufficio legale dell’ associazione a tutela dei consumatori. Andrea Bignardi.

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