1 Maggio 2003

«No al depuratore fantasma»

«No al depuratore fantasma»

Il Codacons contesta le bollette: la struttura non c`è



COPIANO. Alcuni cittadini di Copiano si sono rivolti al Codacons per segnalare un fatto strano: le bollette relative al servizio idrico integrato prevedono il pagamento di un canone di depurazione. Ma il depuratore, a Copiano, non c`è. Il Codacons ha scritto al sindaco e il primo cittadino spiega che il servizio idrico non viene più gestito dal Comune, ma dal Consorzio acqua potabile di Milano.
La lettera del Codacons di Pavia fa riferimento alle lamentele di «numerosi cittadini del Comune di Copiano». In effetti, sulle fotocopie delle bollette, compare la voce «Canone depurazione». Voce per la quale un utente ha pagato, per un trimestre del 2002, la somma di 62 euro. Ma il depuratore, a Copiano, ancora non è stato realizzato. «Noi non ce l`abbiamo con questo Comune – spiega il responsabile provinciale Gianni Ambrosini – anche perchè abbiamo il sospetto che vi siano altri centri che seguono la stessa linea. Semplicemente non ci pare giusto che un cittadino paghi per un servizio che non gli viene fornito. Tutto qui. Ed è per questo che abbiamo chiesto un incontro al sindaco». In attesa che l`incontro venga fissato, il sindaco, Angela Vanzini, l`abbiamo sentito noi: «Dal 2000 il ciclo integrato delle acque viene gestito dal Cap, il Consorzio acqua potabile di Milano. Le bollette vengono pagate al Cap. In ogni caso c`è una legge nazionale che prevede l`applicazione della tariffa e la destinazione del denaro a un fondo finalizzato alla costruzione del depuratore. Il Comune, prima che subentrasse il Cap, ha applicato questa legge. Ora il Codacons solleva tale questione e io risponderò alla loro lettera. Ma nel frattempo l`iter per la realizzazione dell`impianto è già a buon punto. L`area è già stata individuata in Consiglio comunale. L`appalto dovrebbe essere indetto entro la fine dell`anno. I quattrini che abbiamo accantonato, quando riscuotevamo le bollette, verranno destinati a quest`opera. Anche se il costo non dovrebbe essere inferiore ai due miliardi». Dunque una legge nazionale prevedeva che i Comuni potessero far pagare il canone della depurazione pur in assenza del depuratore. Il Codacons contrappone una sentenza della Commissione Tributaria di Milano, sezione 10, depositata il 18 ottobre 2001: «Nessuno è tenuto al pagamento di un tributo quale corrispettivo di un servizio non reso e non ha rilievo sostenere che il corrispettivo sarebbe comunque dovuto per la raccolta di fondi per attivare detto servizio in futuro».
In attesa che questo nodo giuridico venga sciolto, il Codacons di Pavia chiede la «restituzione ai consumatori utenti di quanto pagato ingiustamente, essendo questi allacciati a un depuratore fantasma».

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