No al carovita, clienti dimezzati
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fonte:
- Brescia Oggi
«Mercoledì giorno solitamente calmo, ma c?è stato sicuramente un calo»
Al Continente e al Bennet i cali più significativi. Un acquirente «Ho cominciato a comprare le sottomarche»
Supermercati semivuoti durante le due ore di sciopero della spesa indette da Federconsumatori. Sembra difficile però – secondo molti esercenti – determinare l?incidenza della manifestazione, vista la scarsa affluenza che caratterizza i supermercati, solitamente poco frequentati il mercoledì.
Dalle 11.30 alle 13.30, Federconumatori e altre associazioni di categoria (tra cui Adoc, Adusbef e Codacons) hanno invitato allo sciopero dei consumi. Una protesta generale che – secondo gli organizzatori – poneva come obiettivo principale il blocco degli acquisti contro un rincaro generale del costo della vita «che – aggiungono le associazioni – non avrebbe paragoni nell?ultimo ventennio».
«Una politica economica errata, la mancata vigilanza sul rincaro dei beni anche di prima necessità e la mancanza di trasferimenti agli enti locali hanno portato – commenta Igor Gabusi della Federconsumatori di Brescia – ad un aumento indiscriminato dei prezzi».
Molti dei rincari interesserebbero i servizi, le polizze assicurative, l?erogazione di energia (da qui l?invito di Federconsumatori a spegnere tutte le apparecchiature elettriche per 5 minuti) e, sopratttto i carburanti.
I maggiori supermercati della città si sono presentati semivuoti nell?orario indicato dalle associazioni di cosumatori per il boicottaggio degli acquisti: «Nonostante il periodo di forte attività promozionale – fa sapere la direzione del City Per – il mercoledì è un giorno relativamente calmo, per cui è difficile stabilire se si sia verificata o meno una diminzione della clientela».
Per Coop, Esselunga e Auchan i fatturati giornalieri sono praticamente in linea con quelli delle settimane precedenti: «Il grosso degli incassi – fa sapere il gruppo milanese – si concentra tra venerdì e sabato con il 70% del totale settimanale». Poco movimento invece al Bennet di via Genova e qualche decina di persone al Continente di Rezzato dove, secondo alcuni addetti, lo sciopero si è fatto sentire più che in altri ipermercati.
Buona parte dei clienti, tra le corsie dei supermercati, non era però a conoscenza dell?iniziativa. Il caso più singolare alla Coop di via Mantova, dove una signora si è ricordata dello sciopero solo dopo essere entrata all?interno del negozio, e si è subito dileguata tra l?incredulità degli addetti presenti.
Nonostante le grandi catene sostengano di aver abbassato i prezzi del 6% nell?ultimo anno, sono in molti a lamentarsi dei rincari: «Negli ultimi anni sto più attenta alle promozioni – commenta la signora Adelina, cliente del Continente – e ho cominciato ad acquistare molte sottomarche: costano meno – conclude – e alcuni prodotti, sono di ottima qualità».
Capro espiatorio ufficiale sembra essere l?euro insieme la mancata vigilanza del governo sui prezzi al dettaglio: «C?è crisi – sostiene fuori dal coro la signora Maria all?Auchan di Mazzano -, mancano i soldi, secondo me sarebbe capitata la stessa cosa anche con la lira».
Tessere sconto a portata di mano quindi e più attenzione alle promozioni, questo il vademecum del buon consumatore che vede positiamente iniziative come quella di ieri, se non altro per sensibilizzare l?opinione pubblica nei confronti di una situazione divenuta, a detta di molti, insostenibile: «Operazioni di questo tipo sono sicuramente apprezzabili, ma andrebbero pubblicizzate di più» affermano Flavio e Luisa, clienti Coop non al corrente dello sciopero.
«Sono iniziative di carattere simbolico – commenta Gabusi – realizzate per sensibilizzare l?opinione pubblica su una questione che è sotto gli occhi di tutti. Oltre ad una maggiore condapevolezza da parte dei cittadini – conclude – occorre però un radicale cambiamento della politica economica del governo in modo da ridurre le disparità fra le classi sociali nel nostro Paese».
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