«No ai farmaci al supermercato»
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fonte:
- La Sicilia.it
I farmacisti spiegano perché nella nostra città il provvedimento del ministero della Sanità è impraticabile
Sulla vendita dei farmaci al supermercato, i titolari delle farmacie agrigentine, pronunciano un secco «no». Il decreto, dopo l`approvazione alla Camera, ha sollevato polemiche da parte della categoria che, con tale provvedimento, si vedrebbero sottrarre il monopolio. L`iniziativa, appoggiata dal Ministero della Sanità, punta alla vendita dei medicinali negli ipermercato a prezzi calmierati. Un vero toccasana per i portafogli delle famiglie italiane. I farmacisti però non condividono l`iniziativa e non solo per la potenziale perdita economica. A loro avviso la vendita dei farmaci in un supermarket non può essere effettuata da venditori non specializzati in materia.
Ecco i pareri di alcuni farmacisti: «Io sono favorevole ai farmaci nel carrello – dice il dottor Bajo – solo se viene aperta una farmacia all`interno del supermercato. Non si può semplicemente allestire un reparto e porre uno sprovveduto a vendere farmaci da banco. Occorre gente professionale e competente perché con la salute dell`uomo non si scherza. Non dimentichiamo che anche un`Aspirina potrebbe causare un`emoraggia».
Un altro farmacista, il dottor Bruccolori: «non vedo la positività di questo cambiamento. Se l`obiettivo è far acquistare a poco prezzo i farmaci, perché non applicare questa ordinanza nelle farmacie? Noi siamo disposti a venire incontro alle esigenze degli agrigentini e pratichiamo sconti sui cosiddetti farmaci da banco, quali l`Aspirina o l`Aulin. Ciascuna farmacia, in base alle proprie condizioni economiche, dovrebbe anche decidere in che misura applicare lo sconto e informare i cittadini dell`esistenza di medicinali equivalenti, ma meno costosi».
Si tratta di farmaci alternativi che hanno uguale principio attivo e minor costo.
«Da quando sono in commercio questo tipo di medicinali – spiega ancora – siamo noi a consigliarli alla gente. La differenza tra i due prezzi a volte può essere notevole, e in quel caso offriamo al cliente il prodotto più conveniente».
Sembra che la diatriba tra farmacisti e Codacons, promotore della vendita dei farmaci da banco nei centri commerciali, sia destinata a protrarsi a lungo.
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