«No» agli smart meter, oltre 200 firme
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• Aumentano le firme alla richiesta di bloccare l’ installazione degli smart meter ed arrivano pure adesioni illustri. Il professor Angelo Gino Levis, uno dei più autorevoli esperti mondiali degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici (Cem), ha inviato una lettera al Comitato «Lecce Via Cavo» che, si diceva, ha già superato duecento firme. «La mia adesione è motivata dal fatto che, nei Paesi dove questi sistemi sono già stati installati, sono comparsi casi di persone con vari tipi di disturbi, prima inesistenti, in particolare un peggioramento delle condizioni dei soggetti elettrosensibili – scrive Levis – E’ una follia che si aggiunge alle tante altre attuate, nonostante l’ evidenza dei danni». Nei giorni scorsi, la verifica effettuata a Lecce dall’ Arpa su un’ installazione a batteria di diciotto smart meter in un condominio di via Acclavio ha rilevato livelli di cem conformi ai limiti di legge. «Intanto – interviene la dottoressa Fa b i a Del Giudice, promotrice della petizione – della verifica di Arpa non è stata pubblicata la relazione. E comunque, tali limiti non tutelano la salute dei cittadini, come aveva spiegato il professor Levis due anni addietro. Infatti, i limiti di legge considerano solo gli effetti termici e non quelli biologici, che si manifestano ali velli di esposizione molto inferiori a quelli che provocano riscaldamento». «In Italia, con il progredire delle conoscenze, la legislazione delle strutture che dovrebbero tutelare la salute è andata via via degenerando verso una permissività che sta dando luogo a preoccupazioni spaventose – insiste Levis – Con la legge 221 del 2012, i limiti di esposizione ai Cem sono passati da 6 V/m calcolati come media nei 6 minuti di picco giornaliero a 6 V/m calcolati come media delle emissioni nell’ arco delle 24 ore». La petizione di Lecce Via Cavo è sostenuta anche dal Codacons.
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