No agli ogm: ottocento persone in piazza insieme alla coldiretti
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fonte:
- La Nuova Sardegna
OZIERI. Oltre 800 ozieresi in una sola mattina hanno risposto alla consultazione lanciata il 15 settembre dalla coalizione "Italia Europa Liberi da Ogm", costituita a livello nazionale da 28 organizzazioni del settore imprenditoriale, del consumo, dell’ambiente e coordinata in Sardegna da Coldiretti. La scelta di Ozieri è condivisa dalla maggior parte dei centri della provincia. "I numeri registrati a Ozieri – sottolinea Giommaria Sassu, presidente provinciale dell’organizzazione agricola – significano che in poche ora già tantissimi cittadini hanno deciso di fare sentire la propria voce a favore di un territorio libero da Ogm". Quanto verificatosi ad Ozieri è in linea con la scelta prevalente nella provincia di Sassari: negli uffici della Coldiretti arrivano le copie delle delibere di tante amministrazioni comunali contro la presenza di Ogm. "L’obiettivo della coalizione – spiega il direttore Gianni Vacca – a livello nazionale è di raggiungere tre milioni di firme entro il 15 novembre. La mattinata al mercatino di Ozieri in piazza Garibaldi è solo il primo di tanti appuntamenti che vedranno la nostra organizzazione protagonista nell’animare le piazze dei principali centri della provincia". La consultazione nazionale riunisce un cartello con al suo interno e per la prima volta le maggiori organizzazioni degli agricoltori, della moderna distribuzione, dell’artigianato, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell’ambientalismo, della scienza, della cultura, della cooperazione internazionale e delle autonomie locali: Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Agci Agrital, Aiab, Alpa, Assocap, Cia, Cic, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Confartigianato Alimentazione, Coop, Copagri, Federconsumatori, Focsiv, Fondazione Diritti Genetici, Greenpeace, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Libera, Res Tipica, Slow Food, Vas, Wwf. "Stop agli Ogm a tavola: questo l’obiettivo della raccolta firme a tutela delle produzioni locali e dei territori della nostra provincia", ribadiscono i dirigenti di Coldiretti. Per Bastianino Manchia, responsabile zonale della sigla sindacale, la scelta della consultazione di piazza evidenzia la contrarietà nei confronti delle contaminazioni da organismi geneticamente modificati e favorisce la scelta di alimenti scelti e pagati con un differenziale di prezzo, proprio perché garantiscono sicurezza nel metodo di produzione. "Per salvare il biologico italiano dalle contaminazioni – aggiunge Gianni Vacca – è necessario introdurre al più presto il marchio del biologico sardo e italiano per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli". (mf).
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