8 Aprile 2007

No agli aumenti delle tariffe ferroviarie

NON SONO certo piaciute alle associazioni dei consumatori le ultime dichiarazioni del ministro dell`Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sulle tariffe ferroviarie. Appena il rappresentante del governo ha detto di considerare i prezzi dei biglietti ancora troppo a buon mercato, molte organizzazioni non hanno esitato a manifestare la propria assoluta contrarietà a qualsiasi ulteriore aumento delle tariffe, almeno nel breve termine. Chi ha detto, sostengono i consumatori, che i treni italiani sono poco cari? Nel nostro paese, secondo Adusbef e Federconsumatori, ci sono invece alcune tratte che costano moltissimo, senz`altro di più rispetto al resto d`Europa. Qualche esempio? Per spostarsi dal centro di Roma all`aeroporto di Fiumicino gli utenti pagano 11 euro, quasi il quadruplo di chi abita a Bruxelles e deve raggiungere lo scalo di Zaventem. La lunghezza delle due tratte è più o meno uguale, fanno notare i consumatori, ma in Belgio il collegamento costa circa 2,6 euro. Senza contare, poi, che il confronto in valori assoluti tra le tariffe italiane e quelle straniere è, a detta di molte associazioni, pressoché assurdo. In primo luogo, fa notare il Codacons, perché la qualità dei servizi ferroviari all`estero è infinitamente migliore che in Italia. Inoltre, perché i lavoratori della Penisola hanno stipendi sensibilmente più bassi rispetto ai loro concittadini europei. Insomma, se nell`autunno prossimo il governo deciderà di ritoccare ancora le tariffe, l`intenzione delle associazioni dei consumatori non è certo quella di rimanere con le mani in mano.

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