Niente spesa per un comasco su tre
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fonte:
- La provincia.it
Niente spesa per un comasco su tre
Calo dei generi non alimentari, ma in pochi hanno rinunciato al caffè
Sono stati numerosi i comaschi che hanno scelto di dimostrare il proprio «no» ai rincari e ai prezzi alle stelle aderendo allo sciopero della spesa. L?iniziativa, promossa dall?Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), invitava i cittadini ad astenersi, per un giorno, dall?acquistare qualsiasi prodotto, dagli alimentari all?abbigliamento, fino al boicottaggio della rete autostradale. Come sempre, i dati sulle adesioni, sono contrastanti tra i promotori e, in questo caso i negozianti. Le associazioni consumatori parlano infatti di un?astensione dagli acquisti pari al 35%, mentre i supermercati comaschi hanno registrato un calo del 10%. A livello nazionale, invece, si parla di un?adesione del 47%, che corrisponde, secondo i promotori dell?iniziativa, a oltre 26 milioni di italiani che si sono astenuti da almeno un acquisto. Como, con il suo 35%, si colloca molto distante dal 56% di Napoli, ma supera il 33% di Cagliari. Milano e Roma si sono attestate invece al 38%. Al di là della solita guerra di cifre, gli organizzatori comaschi sono soddisfatti del segnale dato alle istituzioni e al mondo del commercio. «Le rilevazioni – spiega Mara Merlo , responsabile di Federconsumatori – si sono basate su controlli effettuati tra le 9 e le 11 rispetto al martedì precedente. C?è stata un?adesione massiccia soprattutto sulla spesa grossa, mentre su altre abitudini come il caffé o il pranzo è più difficile incidere. Direi che comunque almeno il 50% della popolazione era a conoscenza dell?iniziativa e che rispetto alla volta precedente il segnale è stato forte». Anche Mauro Antonelli , referente del Codacons, parla di «molta soddisfazione» e di una «maggiore consapevolezza rispetto alle iniziative passate». «Si è trattato di un segnale politico forte – continua Antonelli – e speriamo che l?osservatorio prezzi che paretirà a fine mese riesca a trovare in quale anello della catena si registrano gli aumenti. Anche le amministrazioni, però, dovrebbero dare il proprio contributo per frenare l?inflazione, bloccando ad esempio le tariffe pubbliche. Invito poi i grossi supermercati a controllare i fatturati di oggi (ieri, ndr.) con quelli della scorsa settimana per vedere gli effetti». Conclude Giuseppe Doria (Adoc): «Rispetto all?altra volta a Como è andata molto bene, perchè eravamo al di sotto del 20%. Speriamo che serva».
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