17 Settembre 2003

Niente spesa per un comasco su tre

Adesioni in crescita rispetto al precedente sciopero proclamato dalle associazioni dei consumatori

Niente spesa per un comasco su tre

Calo dei generi non alimentari, ma in pochi hanno rinunciato al caffè



Sono stati numerosi i comaschi che hanno scelto di dimostrare il proprio «no» ai rincari e ai prezzi alle stelle aderendo allo sciopero della spesa. L?iniziativa, promossa dall?Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), invitava i cittadini ad astenersi, per un giorno, dall?acquistare qualsiasi prodotto, dagli alimentari all?abbigliamento, fino al boicottaggio della rete autostradale. Come sempre, i dati sulle adesioni, sono contrastanti tra i promotori e, in questo caso i negozianti. Le associazioni consumatori parlano infatti di un?astensione dagli acquisti pari al 35%, mentre i supermercati comaschi hanno registrato un calo del 10%. A livello nazionale, invece, si parla di un?adesione del 47%, che corrisponde, secondo i promotori dell?iniziativa, a oltre 26 milioni di italiani che si sono astenuti da almeno un acquisto. Como, con il suo 35%, si colloca molto distante dal 56% di Napoli, ma supera il 33% di Cagliari. Milano e Roma si sono attestate invece al 38%. Al di là della solita guerra di cifre, gli organizzatori comaschi sono soddisfatti del segnale dato alle istituzioni e al mondo del commercio. «Le rilevazioni – spiega Mara Merlo , responsabile di Federconsumatori – si sono basate su controlli effettuati tra le 9 e le 11 rispetto al martedì precedente. C?è stata un?adesione massiccia soprattutto sulla spesa grossa, mentre su altre abitudini come il caffé o il pranzo è più difficile incidere. Direi che comunque almeno il 50% della popolazione era a conoscenza dell?iniziativa e che rispetto alla volta precedente il segnale è stato forte». Anche Mauro Antonelli , referente del Codacons, parla di «molta soddisfazione» e di una «maggiore consapevolezza rispetto alle iniziative passate». «Si è trattato di un segnale politico forte – continua Antonelli – e speriamo che l?osservatorio prezzi che paretirà a fine mese riesca a trovare in quale anello della catena si registrano gli aumenti. Anche le amministrazioni, però, dovrebbero dare il proprio contributo per frenare l?inflazione, bloccando ad esempio le tariffe pubbliche. Invito poi i grossi supermercati a controllare i fatturati di oggi (ieri, ndr.) con quelli della scorsa settimana per vedere gli effetti». Conclude Giuseppe Doria (Adoc): «Rispetto all?altra volta a Como è andata molto bene, perchè eravamo al di sotto del 20%. Speriamo che serva».

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