Niente spaghetti? È impossibile
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fonte:
- La Provincia di Como
MILANO Ogni scusa è buona pur di non rinunciare a un bel piatto di pasta: “Non lo sapevo“, “Mi sono dimenticata“, “Non volevo, l`ho presa senza accorgermene, per abitudine“. Lo sciopero della pasta, indetto da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, sembra avere raccolto poche adesioni a Milano, dove sono pochi i carrelli che attraversano le porte scorrevoli e che non mostrano qualche confezione del piatto tipico della cucina mediterranea. Gli aumenti preoccupano tutti, ma la forza di volontà sembra poca. A Milano si è molto lontani da Città del Messico, dove per gli aumenti nel costo delle tortillas, il piatto base della cucina azteca, la gente in massa è scesa nelle piazze. Nei supermercati milanesi vince l`indifferenza o il senso di impotenza, perchè a combattere gli aumenti dei beni di prima necessità “devono pensarci in alto, non la gente comune“. Tra gli scaffali dei supermercati, stamani, casalinghe, anziani e badanti hanno afferrato i pacchi di pasta, come in un giorno qualsiasi. Anche alle casse, tra un pagamento e l`altro, si sente la gente parlare dello `scioperò, ma le cassiere continuano a `passarè spaghetti e tortiglioni a ripetizione. Qualcuna che fa l`intransigente, però, c`è. “Non l`ho comprata – afferma Maria, casalinga – e oggi non la mangio. Appoggio lo sciopero anche se – ammette – ho visto che sono in pochi quelli che rinunciano“. In effetti, all`Esselunga di viale Piave il sacrificio sono disposti in pochi a farlo. “Ho una cena veramente importante – dice Franca, impiegata – e devo fare bella figura. Sono d`accordo sullo sciopero, ma oggi proprio non posso, sono forte sui primi“. Stessa situazione alla Unes di via Spallanzani, dove Luca, il responsabile, non nota differenze con gli altri giorni. “L`ho scoperto stamani alle 5, quando mi sono alzato – racconta – ma, per quanto ho potuto vedere, le vendite proseguono come al solito“. Una badante, Josefina, spiega invece che lei rinuncerebbe, “però, poi chi lo spiega al signor Giulio, che oggi non si può mangiare la sua pastasciutta“.
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