8 Marzo 2012

Niente scontrino in un’ attività su cinque

Niente scontrino in un’ attività su cinque

TRENTO – Niente scontrini e ricevute fiscali in un’ attività commerciale su cinque. Lo hanno rilevato gli agenti in borghese della guardia di finanza, impegnati assieme ai colleghi in divisa nel vasto piano di controllo svolto in bar, negozi, alberghi e altri esercizi lo scorso fine settimana. Cento le pattuglie impiegate nell’ operazione coordinata dal generale Francesco Attardi, comandante regionale, e diretto dal colonnello Fabrizio Nieddu. I finanzieri in divisa si sono occupati della prevenzione e del contrasto ai fenomeni illeciti di abusivismo commerciale e vendita di merci contraffatte, mentre quelli in abiti civili hanno verificato la regolare emissione degli scontrini e ricevute fiscali in tutte le attività commerciali. A Trento città e nelle valli, soprattutto Fiemme, Fassa, Vallagarina, dove si sono concentrati i controlli, sono state accertate 50 violazioni nell’ emissione di scontrini e ricevute fiscali. Il 18% su un totale di 300 esercizi visionati. Per un hotel di una località di montagna vicina alla Vallagarina, a cui sono state contestate in passato altre violazioni dello stesso tipo, le fiamme gialle hanno chiesto all’ Agenzia delle entrate la chiusura dell’ attività. Altri tre hotel rischiano lo stesso provvedimento. I militari hanno anche individuato un evasore totale. Si tratta del gestore di un bar della val di Fiemme che non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi dal 2009. In 3 casi, segnala inoltre la guardia di finanza, è stata rilevata e contestata la vendita di bevande alcoliche in assenza di licenza. «Intenso – si legge nella nota del comando regionale – è stato l’ impegno sul versante del lavoro nero o irregolare. In tale ambito, sono state eseguite 130 ispezioni ad esercizi pubblici (bar, ristoranti, night club, pub, discoteche, hotel) durante le quali è stata controllata la posizione di circa 300 addetti. A seguito dei preliminari approfondimenti, già sono emersi 10 casi di lavoratori irregolari; tra questi 2 sono risultati completamente “in nero”». Anche in questo caso è finito nei guai un esercente della val di Fiemme, questa volta però un ristoratore che impiegava gli addetti in cucina e nel servizio ai clienti. Non sono mancati i controlli ai possessori di auto di lusso, suv e in genere veicoli di grossa cilindrata: «Nel campo della rilevazione degli indici di capacità contributiva, sono stati intervistati oltre 100 soggetti che si trovavano alla guida di auto di lusso, molti dei quali avevano soggiornato in strutture turistico-alberghiere, che hanno esibito, a richiesta, documentazione fiscale attestante il pagamento di importi anche rilevanti» spiega la Finanza. Sono ora in corso una serie di elaborazioni per ricostruire la reale capacità contributiva degli interessati. Soddisfatto il generale Attardi: «È stato un intervento “a massa”, come diciamo in gergo, cioè con l’ impiego di molti uomini, per attività che non sono straordinarie ma rappresentano il lavoro quotidiano della guardia di finanza». Il comandante preferisce non sbilanciarsi sul ritrovamento in uno dei negozi controllati di un grande numero di prodotti di importazione cinese, risultati non sicuri. I dettagli verranno resi noti nei prossimi giorni. Concluso il blitz c’ è spazio per le reazioni. Positivo il commento del Codacons: «Le operazioni come quelle di Cortina, Roma e Trentino sono utilissime per il Paese, al punto che dovrebbero essere ripetute ogni settimana, a rotazione, nelle varie città a vocazione turistica. È ora di dire basta ai furbetti dello scontrino». La Lega nord chiede più controlli al sud. «A questo punto le iniziative della Finanza dovrebbero concentrarsi nelle aree dove l’ evasione fiscale è maggiore – dicono Maurizio Fugatti e Sergio Divina -. Per capire su quali zone concentrarsi, basta far parlare i numeri: nel blitz a Napoli lo scorso febbraio è stato riscontrato un livello d’ irregolarità dell’ 82 percento». S. V. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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