Niente rincari per frutta e verdura
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fonte:
- Il Piccolo
Niente rincari per frutta e verdura
Infatti, un pacchettino di fragole da 250 grammi costa 1,29 euro, le banane salgono a 1,99 al chilo, come le clementine. Per contro, la frutta del periodo è decisamente più alla portata: il cliente di un grande magazzino sborsa per un chilo di mele “Fuji“ o “Imperatore“ rispettivamente 99 e 89 centesimi. Più care quelle della “Val Venosta“ (1,89 euro) o le “Gold“ (1,59 euro). Il kiwi, con un prezzo pari a 1,89 al chilo, appare ancora un frutto “deluxe“, mentre la pera, a parità di quantità, rimane assai abbordabile: appena 1 euro. Le arance Tarocco, che ancora si trovano nelle ceste dei supermercati, costano 1,29 euro al chilo. E le verdure? Le meno economiche sono indubbiamente peperoni e cetrioli, entrambi a 2,99 euro. Segue il porro a 2,39, il pomodoro a 1,99, idem le zucchine, il radicchio rosso a 1,59, come pure il finocchio. Costo decisamente più contenuto per melanzane (1 euro al chilo), cipolla (0,99) e carciofi (45 centesimi al pezzo). Per gli spinaci freschi, la casalinga paga appena 1 euro al chilo. Stando ai commercianti specializzati nel settore dell`ortofrutta, “in questi mesi i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili“. Insomma, dopo gli aumenti dello scorso anno, la stragrande maggioranza dei costi non ha subito grosse oscillazioni, con l`eccezione delle banane, salite alle stelle: in meno di due mesi sono passate da 99 centesimi al chilo a 1,99. A conferma di ciò, la dichiarazione del Codacons, che da anni tutela il consumatore da rincari ingiustificati nei prodotti di frutta e verdura: “Non abbiamo una recentissima campionatura dei prezzi – ha affermato ieri un responsabile delle sezione monfalconese dell`associazione -, tuttavia non registriamo notizie di aumento sui prezzi“. A cosa si deve una tale stabilizzazione? “Sicuramente all`inverno particolarmente mite – replica -, che non ha comportato grosse spese di gas o gasolio per il riscaldamento delle serre dei produttori. L`agricoltore o l`imprenditore ha pertanto destinato meno risorse al rifornimento energetico risparmiando notevolmente sulle bollette. Perciò, in assenza di scusanti, non ha potuto aumentare il costo di frutta e verdura. Al contrario, quando qualche anno fa la colonnina di mercurio era drasticamente scesa, i prezzi degli ortaggi erano saliti alle stelle. L`unico scoglio che ora si potrebbe intravedere riguarda l`eventuale arrivo di gelate, che potrebbero danneggiare il raccolto, in alcune coltivazioni della regione addirittura in anticipo rispetto al periodo della stagione“. Il consumatore se l`è cavata? “Al moento sì – conclude il Codacons -. Tuttavia prevediamo nell`immediato futuro rincari nei servizi offerti da professionisti, aziende, imprese e società. Questo per via delle Finanziaria che ha aumentato gli adempimenti a carico della categoria. Al momento una tale situazione non è ancora avvertibile, ma da qui a qualche mese ci accorgeremo dell`effetto boomerang della Finanziaria“. Intanto, il consiglio rimane quello di “verificare la provenienza del prodotto e la sua reale qualità“. E se si vuole risparmiare, è meglio prediligere verdura a frutta di stagione.
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