Niente rimborsi per l’acqua all’arsenico
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fonte:
- Corriere di Viterbo
Arsenico nell’acqua potabile: arriva la doccia fredda per i ricorsi che numerose associazioni pro consumatori intendono presentare per ottenere la riduzione delle tariffe idriche. A mettere i puntini sulle “i” della delicata vicenda è la stessa Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche che, interpellata sull’argomento spiega “Considerata la difficoltà ad applicare riduzioni tariffarie in quanto non esistono riferimenti oggettivi per la determinazione della suddetta riduzione laddove vi siano Comuni forniti di acqua non potabile, appare necessario allora un diverso approccio al problema. In questa ottica nessuna riduzione è prevista per l’utente in quanto, di fatto, non consumando l’acqua non adatta all’uso umano, non ne pagherà alcun corrispettivo; tuttavia resta pur sempre un deficit della qualità del servizio e, probabilmente, un aggravio di costi per l’utente in quanto questi sarà costretto a procurarsi esternamente alla sua abitazione l’acqua per l’uso potabile e, a meno che non si rifornisca presso fontane pubbliche ad uso potabile, a pagarla più cara di quella del servizio idrico.Nemmeno la scadente qualità del servizio – continua la commissione – è computabile in tariffa per l’assenza di una specifica voce. In conclusione l’unica strada percorribile è l’adozione di un adeguato servizio di autobotti, il cui costo non potrà essere fatto gravare soltanto su coloro che ne usufruiscono ma essere posto in capo a tutti gli utenti dell’ambito”. Dunque il ricorso al Tar del Lazio presentato dal Codacons potrebbe avere un esito scontato, secondo quanto sostenuto dalla Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche. Bisogna ricordare, però, che l’acqua è un bene essenziale, e non accessorio come la corrente elettrica, dunque se un cittadino non paga la bolletta il gestore del servizio può soltanto diminuirgli il flusso fino a minimo consentito, ma non può staccare l’utenza. Per Alleanza riformista della Tuscia queste affermazioni: “Rappresentano uno scandalo e una presa in giro per i cittadini. In poche parole – spiega Maria D’Alessandro – le famiglie, anche se non possono usufruire dell’acqua potabile nelle loro case, così come prevede la legge, non potranno ottenere alcuno sconto sulle bollette. Un duro colpo anche per tutte le associazioni dei consumatori che in questi giorni si stavano preparando a preparare i ricorsi e a condurre una battaglia su questo complesso fronte”
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- Rassegna Stampa
