Niente panico, la Sars è lontana
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fonte:
- Il Manifesto
Il parlamento eruropeo riunito per discutere della polmonite atipica. «Nell`Ue nessuna vittima, solo casi sospetti e probabili», dice il ministro della sanità del governo Prodi, che suggerisce di «non fare viaggi nelle zone colpite». E in Cina è panico anche a Pechino. Nel mondo 100 morti
Eper ultima venne l`Europa: «La situazione è stabile, ma occorre tenere alta la guardia», dice il commissario alla sanità del governo Prodi, l`irlandese David Byrne all`europarlamento convocato ieri per discutere dell`epidemia misteriosa. In Europa, i casi probabili di Sars sono 19, quelli sospetti 27, ma non ha fatto nessuna vittima, rende noto Byrne suggerendo, come unica misura preventiva, di «evitare viaggi non necessari verso le zone colpite», in primo luogo a Hong Kong e nella provincia meridionale della Cina, Guangdong. «La situazione sul piano internazionale – sottolinea – può essere definita sotto controllo, ma non migliora come si era sperato inizialmente. Per sconfiggere la malattia occorre portare avanti le procedure di controllo rigido istituite negli ultimi giorni; è cruciale che chiunque ritenga di poterne avere i sintomi e abbia viaggiato nelle regioni colpite consulti subito un dottore». Toni relativamente tranquillizzanti, ma il ministro della sanità dei Quindici invita gli europei a non farsi prendere dal panico: «non dobbiamo perdere di vista il fatto che, benché la Sars sia chiamata a volte la `polmonite killer`, le stime indicano che fa meno vittime dell`influenza normale», aggiunge spiegando che «fra il 10 e il 20% dei casi richiede un`assistenza respiratoria, e solo nel 3% dei casi il virus può rivelarsi mortale». Tuttavia, il commissario Byrne non nasconde «l`esigenza di rafforzare gli strumenti di coordinamento europei contro la diffusione delle malattie trasmissibili. Paradossalmente, per ora, dopo le varie crisi di `mucca pazza`, del `pollo alla diossina`, l`Ue ha più mezzi per lottare contro le malattie degli animali che contro le epidemie che toccano la salute umana». Da questa realtà, la proposta di creare, entro il 2005, «un centro europeo per il controllo delle malattie analogo al Center for deseases control (Cdc) americano di Atlanta, che garantirebbe una sorveglianza a livello Ue dell`evoluzione delle malattie contagiose e garantirebbe il coordinamento delle operazioni di prevenzione e contrasto dei paesi membri».
Intanto, il virus misterioso non dà tregua in Oriente. Nei giorni scorsi sembrava che avesse raggiunto l`apice del contagio, ma non è così. In Cina, paese ancora ieri accusato dall`Organizzazione mondiale della sanità per gravi ritardi con cui ha comunicato il diffondersi dell`epidemia, la gente continua a morire e la paura comincia a far scattare il panico anche nella capitale. L`annuncio della morte a Pechino del funzionario finlandese dell`Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), Pekka Aro, 53 anni (contagiato forse mentre preparava un convegno) ha messo in forte agitazione la comunità straniera: la scuola francese ha annunciato la chiusura precauzionale e i viaggi, così come convegni ed eventi sportivi, vengono annullati uno dopo l`altro. A scatenare la paura avrebbe contribuito anche un articolo del settimanale tedesco Stern, in cui è stato denunciato che a Pechino i morti di Sars sarebbero stati almeno 15 e non 4 come sostenuto dalle autorità. Il foverno non conferma. Dice che «l`epidemia è contenuta ed è stata portata sotto effettivo controllo», ma ammette per la prima volta che vittime della Sars ci sono state anche nello Xhanxi, nel Sichuan e nell`Hunan, nella Cina centrale.
I morti ufficiali nel mondo sono 100 (più della metà in Cina), mentre le persone infettate sono oltre 2600. L`area più colpita è il Guangdong, seguita da Hong Kong con 23 decessi (gli ultimi due ieri) e circa 900 ricoverati con i sintomi della polmonite atipica. Un`altra vittima ieri è stata annunciata in Canada (la nona).
In Italia, mentre il Codacons chiede al governo di «garantire la sicurezza dei giocattoli fabbricati o provenienti dalle aree a rischio della Cina», il presidente della repubblica nel corso di una cerimonia al Quirinale ha assegnato una medaglia d`oro al merito della sanità pubblica a Carlo Urbani, il medico italiano ucciso in Vietnam dal virus che lui stesso aveva scoperto per primo: «Carlo Urbani – ha detto Ciampi – è un eroe dell`Oms e lo è anche della Repubblica italiana».
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