8 Giugno 2002

Niente Maturità per gli studenti col cellulare

Linea dura dopo lo scandalo dell?anno scorso quando le soluzioni arrivarono su Internet e sms durante le prove


Niente Maturità per gli studenti col cellulare


Circolare del ministero: vietato portare a scuola il telefonino. Necessario disattivare i computer degli istituti




MILANO – Buttati fuori dall?aula: il tempo di raccattare le proprie cose e addio diploma. Tutta colpa del telefonino. Quest?anno il ministero, memore delle polemiche sulle «copiature» via cellulare della passata stagione, mette fin da subito le cose in chiaro: durante la Maturità «è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo. Nei confronti di coloro che fossero sorpresi a utilizzarli è previsto, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, l?esclusione da tutte le prove». L?ordine è secco e perentorio. La prospettiva, per gli studenti con cellulare all?orecchio, è quella di ripetere l?anno. Se alla passata Maturità era stato, in fin dei conti, tollerato (il ministero si era limitato ad «ammonire» i candidati a consegnarlo ai commissari), quest?anno il telefonino all?esame farà passare un sacco di guai. La circolare ministeriale – la prima in cui si affronta in modo esplicito il problema dell?invasione tecnologica di wap, palmari e cellulari – non dimentica neppure i computer scolastici: «Analoga cura dovrà essere rivolta alla vigilanza sulle apparecchiature elettronico-telematiche in dotazione alle scuole – calca la mano il ministero – al fine di evitare che durante lo svolgimento delle prove scritte se ne faccia un uso improprio con collegamenti all?esterno». Tradotto: chiudere a chiave l?aula di informatica e scollegare i pc da Internet, per evitare che i ragazzi «navighino» in Rete a caccia della soluzione del compito.




IL DIVIETO – La circolare è del 29 maggio, parte dalla direzione generale della Pubblica istruzione ed è stata inoltrata a tutti gli uffici scolastici regionali. Da lì è stata diramata ai presidi dei singoli istituti, qualcuno l?ha già letta, altri debbono ancora «scaricarla» dalla posta elettronica. Sia gli uni che gli altri debbono mettersi in fretta al lavoro: «Adempimento irrinunciabile dei dirigenti scolastici – continua il ministero – sarà quello di avvertire tempestivamente e in termini perentori i candidati» delle regole contro i telefonini. Esami «blindati», dunque. L?anno scorso lo svolgimento dei temi di italiano e le soluzioni delle altre prove scritte finirono su Internet e vennero spediti via Sms a tempo di record, con gli studenti ancora sui banchi. Il Codacons fece un esposto chiedendo di invalidare l?esame, la Procura di Roma aprì un?inchiesta. Ma la cosa finì lì. Quest?anno si gioca d?anticipo. E quanto la faccenda sia seria lo dimostra il fatto che il ministero ha inserito le disposizioni su cellulari e pc fra le «incombenze più rilevanti e delicate» a cui gli istituti debbono far fronte in preparazione della Maturità.




LE REAZIONI – Linea dura, ma con qualche compromesso. Presidi e presidenti di commissione sono compatti nel giudicare «tempestiva» la circolare ministeriale. Il cellulare a scuola è un problema da tempo: stando all?ultima ricerca Eurisko, centrata proprio sugli studenti delle Superiori, nove ragazzi su dieci hanno un telefonino personale. Fissate le regole, ogni commissione potrà però «gestirsi» come meglio crede.
C?è chi, come il preside dello Scientifico «Volta» di Milano, Ferdinando Giordano, non punirà i ragazzi con cellulare in cartella «purché lo consegnino spontaneamente prima della prova». Nessuno sconto invece per chi sarà sorpreso con il telefonino acceso: «L?anno scorso ho solo minacciato di invalidare la prova, quest?anno potrò farlo davvero». Più tiepido Giorgio Rembado, presidente dell?Associazione nazionale presidi: «Sul merito totalmente d?accordo. Probabilmente però la circolare è superflua. Sapevamo già che copiare secondo le forme tradizionali o attraverso il telefonino non può che portare a una conseguenza: invalidare l?esame».

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