26 Agosto 2013

Niente giochi, siamo in crisi

Niente giochi, siamo in crisi

In sei mesi calano Lotto e scommesse di venti milioni, regge solo il Gratta e vinci Cresce il numero di attività commerciali per slot e puntate: 26 in più del 2012 Fabio Nucci PERUGIA In Umbria il settore giochi e scommesse è un affare per molti ma sale bingo, ricevitorie e case da gioco a causa della crisi rischiano di perdere molti adepti. Si è infatti fermata la corsa alla vincita facile nella regione dove per la prima volta negli ultimi anni la raccolta, fatta eccezione per i gratta e vinci, ha subito una frenata. La cifra investita nei primi sei mesi dell’ anno resta tuttavia ragguardevole: 611,8 milioni spesi in giochi e scommesse, circa 20 in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 con una flessione del 3,2% superiore rispetto al dato nazionale (dati Agipro). Resta tuttavia elevato il rischio ludopatia cui per il Codacons è esposto un disoccupato su due. E se la crisi si fa sentire anche nel business della fortuna, nella regione si registra una forte crescita delle imprese specializzate in scommesse e giochi a gettone. Al primo trimestre 2013, secondo un’ elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese, risultano 101 tra sedi e unità locali specializzate nel comparto, 26 in più rispetto al dicembre 2012. Continua a pag. 46.
 
 

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