«Niente di nuovo E l’ urto con gli scogli non causò feriti»
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fonte:
- il Tirreno
di Alfredo Faetti GROSSETO Nessuna sorpresa, se non per il troppo tempo che si è preso la Procura e si è gettata più sulla persona che sui fatti. Questa in sintesi stretta la riflessione a caldo della difesa. «È una requisitoria esageratamente lunga» dice l’ avvocato Domenico Pepe. Perché se non fosse per le ore che si sono presi e si prenderanno tra oggi e forse nei prossimi giorni, nella ricostruzione dei pm «non ci sono elementi nuovi», per usare le parole dell’ altro avvocato di Francesco Schettino, Donato Laino. Quest’ ultimo entra più nel dettaglio su quelle «bugie» che il pubblico ministero Alessandro Leopizzi ha ripetuto nei confronti dell’ imputato, ma senza allargarsi. «Parla di bugie, ma si dimentica di molti aspetti» dice Laino. Nel concreto dei fatti, invece, interviene Pepe alla fine dell’ udienza di ieri: «sono tutte cose che, per il momento, non hanno nulla a che fare con le trentadue vittime». In realtà proprio alla fine della giornata di ieri al Moderno, Leopizzi ha affrontato l’ argomento: «nessuno è morto perla falla o per l’ allagamento: tutte le vittime della Costa Concordia sono dovute al caos da cui sono state travolte, dai ritardi, dal mancato coordinamento che spettava a Schettino». I legali dell’ ex comandante però ribadiscono che i fatti ricostruiti ieri non sono collegati a quelle vite che si sono spente il 13 gennaio di tre anni fa. «Nei fatti discussi, sentiti e risentiti – dice Pepe – si è parlato della nave, dell’ impatto e dei momenti subito successivi. Ma è bene ricordare che nell’ impatto con gli scogli non c’ è stato neanche un ferito. Le morti sono avvenute ore dopo». L’ avvocato partenopeo ha una sigaretta in mano fuori dal teatro durante una pausa e quando gli chiediamo cosa ne pensi della requisitoria fa uscire il fumo dal naso con un sospiro. «La Procura fa il suo mestiere, ma è una requisitoria troppo dilatata. Ricostruisce fatti già conosciuti e si concentra più sul piano personale (di Schettino ndc) che non delle cause che hanno portato a trentadue vittime». Non trova nessun asso nella manica, Pepe. E non lo trovano neanche gli altri avvocati di parte civile. «Scontata», «prevedibile»: sono gli aggettivi più gettonati. «Oggi non c’ è nessuno scoop – scherza Giuliano Leuzzi di Codacons – Sono cose che tutti già conosciamo a fondo». L’ unico che entra nel merito delle parole di Leopizzi è Donato Laino. «Parla di bugie, ma finge di non ricordarsi molti aspetti decisivi». Ad esempio? «Alcune parti della sua ricostruzioni sono quasi dei paradossi – spiega l’ avvocato difensore – Prendiamo ad esempio quando il pm sostiene che le interferenze sugli ordini di Schettino poco prima dell’ impatto non sono state decisive. Come non sono state decisive? Quella una manovra in piena emergenza. Per questo ieri (mercoledì ndc) abbiamo incrementato la prova: proprio per sottolineare l’ incidenza di queste interferenze. Non ci fossero state l’ impatto sarebbe stato ben diverso». Schettino ascolta ma non parla. Come per tutta la giornata, resta sulle sue. Gli unici che vuole sentire sono i suoi cari al telefono. Una parola di confronto, dopo le tante spese dal pm per mettere insieme le sue responsabilità nel più grande naufragio dell’ era moderna.
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