31 Agosto 2011

Niente bimbi a bordo per viaggi da re

Niente bimbi a bordo per viaggi da re
 

Adulti, niente paura. Non succederà mai più che il vostro pisolino ad alta quota venga disturbato dal pianto squillante di un bebè. Né che qualche irrequieto baby passeggero, con quelle gambe che non stanno mai ferme, vi picchietti sullo schienale mentre la hostess vi porge il pranzo. Almeno se viaggiate Malaysia Airlines fra Kuala Lumpur e Londra, Amsterdam, Sydney. Ovvio, nella prima classe di lusso. Insomma, le possibilità di “liberarvi” dei bambini in aereo sono davvero minime. Ad oggi. Ma è un inizio. Se infatti l’annuncio di Ryanair, lo scorso aprile, di lanciare voli off limits per i bambini aveva causato reazioni indignate – ma in pubblico, è bene ricordarlo -, è anche vero che molti viaggiatori avevano poi consegnato a blog e siti di quotidiani commenti di tutt’altro genere: del tipo “finalmente”, o “che sogno un volo senza pianti”. Desideri di molti. Tanto che un recente sondaggio di Skyscanner, sito che compara i prezzi dei viaggi, rivela che il 59% dei passeggeri vorrebbe una sezione ad hoc, e ben separata, per le famiglie. E che il 20% addirittura vieterebbe l’aereo ai bambini. Risultati simili anche da una ricerca della stessa Ryanair, secondo la quale il 36% di chi vola accusa i bambini di rovinargli il viaggio. Proprio da questo sondaggio l’idea, o meglio, la provocazione pubblicitaria, dei voli senza poppanti da parte della compagnia aerea low cost, non nuova a boutade del genere. Con l’annuncio: partiranno a ottobre. Davvero? Dal mese prossimo? In realtà no, «era un pesce d’aprile, non è concretamente possibile creare aree separate per adulti e bambini» ci ribadisce oggi Stephen McNamara, capo della comunicazione della compagnia irlandese. Che però aggiunge: «I risultati del sondaggio parlano chiaro, non possiamo non tenerne conto. E quindi non è escluso che nel futuro introdurremo qualche limitazione». Chi invece non pensa minimanente di vietare l’imbarco ai bambini, «sarebbe discriminatorio», è Alitalia: «Creare aree ad hoc per loro? È un’idea che non abbiamo mai preso in considerazione» spiegano dalla compagnia aerea «e non lo faremo nemmeno in futuro. Del resto, non abbiamo mai avuto lamentele rilevanti dai passeggeri a riguardo». L’argomento, però, fa discutere. E all’estero altre compagnie, tra cui British Airways e Virgin Atlantic, stanno riflettendo sul da farsi. Tempo fa hanno infatti annunciato voli “speciali”, ma per ora non se ne fa nulla. Ad oggi, l’unica compagnia a limitare la presenza di bambini a bordo è la Malaysia Airlines. Che da quest’estate, su alcune tratte, garantisce ai passeggeri di prima classe lusso – che pagano molto e pare si siano molto lamentati dei disagi da “chiasso neonatale” – di volare senza fastidi. C’è una bella differenza fra chi è disposto a pagare una cifra considerevole pur di non trovarsi un bebè che piange di fianco e chi si innervosisce ma lo “tollera”, e forse si intenerisce anche. Certo è che a lamentarsi sono in molti. Ma si può ottenere un risarcimento per un volo “rovinato” dal rumore di un bambino? «Se si tratta di pianto» spiega Marco Donzelli, avvocato e presidente del Codacons «assolutamente no, perché è fisiologico. Se invece parliamo di bambini che hanno atteggiamenti molesti allora possono esistere gli estremi per una causa. Ma contro i genitori, non certo contro la compagnia aerea». Tra l’altro, continua Donzelli, «è giusto precisare che destinare i posti in business solo agli adulti è una violazione. Diverso è se una compagnia decide di creare un volo esclusivamente a chi viaggia per affari. E questo può farlo». Come in tutte le situazioni, insomma, dovrebbero prevalere buon senso e educazione. Chi viaggia con i figli – consiglia Telefono Blu – dovrebbe evitare di presentarsi all’ultimo: sia perché arrivando in anticipo al check-in può chiedere che gli siano riservati i posti più comodi, sia perché non deve intralciare i normali tempi di imbarco a causa di pannolini o poppate. I consigli per genitori in viaggio con la prole si sprecano: cosa far loro succhiare in quota perché non sentano la pressione – ciuccio o biberon vanno benissimo – oppure quanto farli camminare per sopportare la traversata – pare bastino pochi minuti all’ora, il tempo per sgranchirsi le gambe. Sta ovviamente ai genitori gestirli al meglio. Anche perché sono loro, mamme e papà troppo permissivi, a far infuriare la maggior parte dei passeggeri. I bambini? Molto meno. Lo conferma anche un’indagine recente di Lonely Planet, che proprio ieri ha pubblicato il Galateo del passeggero: a trasformare in un incubo il nostro volo, certificano 5800 risposte, non sono i piccoli viaggiatori, ma proprio gli adulti. Troppo spesso irrequieti e invadenti. elisabetta pagani pagani @ilsecoloxix.it © riproduzione riservata 0 Registrati o entra per commentare Edicola digitale.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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