“Niente auto, spesa e cellulari“
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fonte:
- Kataweb news
- la Repubblica
oggi sciopero contro il carovita
Invito di Intesa consumatori. I sindacati aderiscono
ROMA – Oggi non si fanno acquisti: niente botteghe e mercatini, niente supermercati, bar e parrucchieri. Possibilmente si evita l`autostrada e ci si sposta in autobus. Magari in ufficio si rinuncia pure alla pausa caffè e ci si porta il panino da casa. Tutto per protesta: le associazioni dei consumatori invitano infatti ad aderire alle 24 ore di “sciopero della spesa“ per manifestare il totale dissenso sull`andamento dei prezzi, sul costo della benzina, sulla stangata d`autunno in arrivo. Partecipare è facile, basta non spendere, o spendere lo stretto indispensabile.
Ad organizzare il blocco, il quarto anno consecutivo, è l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che – sotto lo slogan di “prezzi alti, no cumprà“, ha preparato sit-in e manifestazioni varie in tutti i principali centri italiani.
“Diamo un segnale forte – chiede Rosario Trefiletti della Federconsumatori – mettiamo in campo l`insoddisfazione delle famiglie italiane che non ne possono più“. Il futuro, secondo le associazioni, non promette niente di buono: “Per l`effetto del petrolio si prevede un rincaro di 150 euro per il maggior costo del riscaldamento, 300 per il pieno di carburante, 140 tra luce, gas e trasporti“. Sul portafoglio degli italiani – dicono – graverà anche la manovra correttiva del governo che “inciderà per 120 euro tra servizi bancari, assicurativi, tabacchi e tagli agli enti locali“.
Di fatto la protesta dei consumatori ha incontrato – quest`anno più che mai – il consenso della sinistra, del sindacato, e anche dei produttori alimentari, convinti – come Coldiretti – che causa del problema sia anche la mancanza di trasparenza nei passaggi “fra i campi e tavola“. Ds, Cgil, Uil, Fnsi, Verdi, Rifondazione comunista, Sunia, Comunisti italiani e Lista consumatori – fa sapere l`Intesa – hanno aderito alla manifestazione. Ci sta anche Adiconsum convinta che “chi specula sui prezzi vada boicottato“. Ci sta Altroconsumo, pur dicendo che “è meglio comperare bene tutto l`anno che non comperare nulla per un giorno“: a tal fine da qui fino a domenica, sul suo sito Internet pubblicherà dieci profili di spesa conveniente su Rc auto, telefoni, lavatrici e quant`altro.
Ci sta appunto anche la Cgil. Epifani, ha commentato: “Quando vedo l`inflazione Istat al 2,3 per cento, penso che ci sia un evidente impoverimento di una parte della società italiana. Di una parte sola, perché ce ne è un`altra che in queste condizioni si arricchisce“. Anche Bertinotti, leader di Rifondazione aderisce, avvertendo che “serve una terapia d`urto capace di incrementare il potere d`acquisto dei salari“.
Molto perplesso resta invece il governo: “Lo sciopero della spesa non è un modo per risolvere il problema“ ha detto il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano. Meglio semmai “è portare avanti un accordo nazionale e omogeneo“ sul modello di quello di Torino fra commercianti e amministrazioni locali (il patto riduce i prezzi del 2 per cento da ottobre). “Ci arriveremo presto“ ha detto il ministro. Ai consumatori, a dire il vero, la soluzione torinese era piaciuta poco: “ facile diminuire i prezzi del 2 per cento dopo che, approfittando dell`arrivo dell`euro, si sono rialzati i listini dal 40 al 100 per cento“.
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