6 Maggio 2003

Niente aria condizionata contro la Sars

Maggio fa impazzire il termometro

Il più caldo degli ultimi 10 anni. La massima regionale si è registrata a Brugnera con 28,9 gradi



Un caldo da record. Proprio così. Consultando i dati d`archivio dell`Osmer, l`Osservatorio meteorologico regionale, questi primi giorni d`inizio di maggio sono tra i più caldi dell`ultimo decennio. Un caldo che a più di qualcuno ha fatto tornare in mente il terremoto del 1976, del quale proprio oggi ricorrono i 27 anni, allorché la colonnina del termometro si era improvvisamente innalzata, raggiungendo a Udine i 29 gradi e a Pordenone i 28. All`epoca, nei primi dieci giorni di maggio si era registrata una media delle temperature massime, di 24,8 gradi e in questi giorni, a 27 anni di distanza, è superiore: 26 gradi.
«Se andremo avanti così, e le previsioni lo annunciano pienamente – ha detto Livio Stefanutto, uno dei previsori dell`Osmer – questa prima decade potrebbe diventare la più calda dell`ultimo decennio. Per oggi e sino a giovedì, infatti, sono previste temperature massime di 29-30 gradi, in pianura, mente sulla costa saranno più fresche, di 22-23 gradi. Venerdì invece, non si sa ancora cosa accadrà. Certo non tornerà la gelata – ha sottolineato ironico – così come è accaduto con quella tardiva di aprile, che ha fatto un sacco di danni all`agricoltura, ma l`esperienza mi insegna che potrebbero anche verificarsi dei rovesci».


Confrontando le medie stagionali riferite a maggio, di solito nei primi giorni del mese a Udine ci sono 19 gradi, mentre attualmente il termometro ne segna 28, ovvero ben 9 in più. E lo stesso a Pordenone dove ieri c`erano 27.5 gradi, contro i 18 della media stagionale. La punta massima la si è però avuta a Brugnera, dove ieri, unica in tutta la regione, si sono toccati i 28,9 gradi.


L`ipotesi formula dagli esperti che il virus della Sars non attecchisca al caldo, porta intanto una ventata di ottimismo. Il Codacons, Coordinamento che tutela i diritti dei consumatori, a questo proposito ha già lanciato una proposta a livello nazionale. «L`aria condizionata potrebbe favorire la diffusione del virus nel caso in cui – spiega – in un luogo come una banca o un ristorante, ci sia un soggetto malato che, anche tramite uno starnuto, faccia entrare i suoi germi nel canale di climatizzazione dell`aria, come si ipotizza sia accaduto nell`albergo di Pechino. Proponiamo per tanto lo stop all`uso dell`aria condizionata. È certamente una misura estrema, ma serve ad evitare la possibilità di un`epidemia anche nel nostro Paese». Un`altra misura suggerita è quella di abolire gli eventuali obblighi a indossare giacche e cravatte, «per evitare i disagi dovuti al caldo degli uffici».

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