Nido di zecche nella nursery del Policlinico di Messina
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fonte:
- Il Tempo
MESSINA “è un fatto gravissimo, probabilmente dovuto a carenze igienico-sanitarie all`interno del reparto, carenze, che vanno al più presto accertate“. Lo ha detto Francesco Tanasi, segretario nazionale dell`Associazione Consumatori (Codacons), commentando il ritrovamento di un nido di zecche nella nursery del Policlinico di Messina. E in effetti sarebbero larve di zecche quelle trovate l`altroieri in alcune culle della nursery. La presenza degli insetti, denunciata da una madre, è stata confermata dal direttore sanitario dell`ospedale, Giovanni Materia, che ha provveduto a sospendere “solo per 24 ore“ i ricoveri nel reparto. Nessuna spiegazione precisa sulla presenza delle larve nelle culle se non l`ipotesi che siano potute penetrare all`interno della struttura attraverso le finestre aperte “per lo scirocco degli ultimi giorni che avrà agevolato l`ingresso di questi “organismi estranei““. Materia comunque assicura sull`operatività del reparto e sulla sicurezza dei piccoli degenti. “Abbiamo attuato la chiusura precauzionale di due stanze che sono state già bonificate attraverso una disinfestazione generale e un`opera di sterilizzazione, si tratta solo di 60 metri su 700 complessivi“. La conferma della mancanza di rischi è arrivata dagli esami di laboratorio eseguiti ieri dagli esperti dell`Unità di Parassitologia di Messina. Le larve sono di “argasidae“, comunemente note come “zecche molli“, provenienti da animali. Sono una famiglia di aracnidi, caratterizzate dall`assenza dello scudo dorsale. “Questo tipo di larve di zecche, a differenze di quelle del cane, non sono portatrici di germi patogeni – rassicura Marina Gemelli, responsabile del reparto di neonatologia del Policlinico di Messina – ma possono solo dare delle reazioni di tipo allergico. Quindi dal punto di vista infettivologico non c`è alcun rischio“. Intanto il sostituto procuratore Claudio Onorati ha aperto un`inchiesta conoscitiva sulle cause che hanno portato i parassiti addirittura a nidificare tra le culle. Per la Procura non è del tutto convincente la spiegazione che le “zecche molli“ potrebbero esser state trasportate dal vento attraverso le finestre aperte o provenire dagli escrementi dei piccioni che nidificano sui cornicioni del padiglione.
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