28 Marzo 2020

Nidi in famiglia a rischio chiusura «Nessun sostegno dalla Regione»

L’ ALLARME TREVISO I nidi in famiglia alla fine della pandemia da Covid 19 potrebbero non esistere più: «Non riceviamo aiuti da Stato e Regione e ora ci vogliono anche togliere le rette delle famiglie. Così siamo destinati a chiudere». Una fine drastica ma inevitabile quella che potrebbe coinvolgere i 220 nidi del Veneto tra cui anche i 60 della provincia di Treviso, se come annunciato dal Codacons i genitori iniziassero a chiedere i rimborsi per le rette pagate da fine febbraio e a non pagare più i mesi successivi fino alla riapertura. «E’ una situazione molto grave quella che riguarda i servizi educativi privati che in Veneto sono circa l’ 80% e vengono gestiti o da imprese sociali del terzo settore o da lavoratrici autonome afferma i Greta Giacomazzi, coordinatrice castellana della rete L’ Albero dei Nidi Nidi che la Regione aveva creato anche per promuovere l’ imprenditoria femminile. Ma è un servizio che di fatto non ha mai economicamente sostenuto». Le spese e i canoni di gestione delle strutture private dove sorgono i nidi in famiglia sono infatti a carico delle stesse imprenditrici che di tasca loro si occupano di far fronte alle spese sostenute grazie alle rette pagate dai genitori dei bambini da zero a tre anni iscritti ai singoli asili in famiglia, per un massimo di sei. E, sono proprio le stesse famiglie che non vorebbero pagare la retta di una scuola chiusa. «Noi comprendiamo la situazione ma dovrebbe farsene carico la Regione o lo Stato. Le rette servono per sostenere le spese vive sella struttura e per pagare gli stipendi delle imprenditrici, una o al massimo due per struttura spiega la coordinatrice castellana Ci sono genitori che faticano a capire la nostra posizione perché sembra impossibile che ad una struttura educativa voluta dalla Regione non vengano dati contributi. Ma è così». Gli aiuti per i nidi famiglia sono stati dati per sostenere le famiglie nella spesa che, mensilmente ammonta ad un minimo di circa 400 euro per mezza giornata e di almeno 100 euro in più per il giorno completo. Alle famiglie che hanno determinati requisiti Isee, l’ Inps invia un buono di almeno 1500 euro all’ anno, circa 140 euro al mese. «Alla struttura non sono mai stati dati sostegni nonostante la Regione fosse promotrice del progetto sottolinea Giacomazzi E ora il Codacons ha dichiarato di aver pronto un documento attraverso il quale le famiglie possono richiedere il rimborso delle rette. Una bomba per tutti i nidi famiglia. Una volta passata l’ epidemia, le famiglie si troverebbero a non saper dove mettere i bambini mentre vanno a lavorare».Lucia Russo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox