11 Aprile 2016

Nicotina: non è sostanza psicotropa

Nicotina: non è sostanza psicotropa

 

Attualmente la nicotina non può essere inserita nelle tabelle ministeriali delle sostanze psicotrope perché l’ Italia ha aderito a un rigido sistema di impegni internazionali che non consente aggiunte unilaterali nell’ elenco degli stupefacenti. Questo è il principio espresso in una recentissima sentenza (933/2016) del Consiglio di stato. La controversia aveva per oggetto il dm 15 aprile 1997, impugnato dal Codacons nella parte in cui non include la nicotina tra le sostanze che provocano assuefazione e dipendenza in chi ne fa uso. In primo luogo i giudici amministrativi hanno categoricamente escluso interventi sul predetto dm (che a sua volta richiama l’ elenco ministeriale previsto dall’ art. 13, T.u. n. 309 del 1990), tanto meno per via giurisdizionale. In secondo luogo viene sottolineato che, per introdurre delle modifiche all’ attuale quadro normativo, occorre «attivare a monte un procedimento sovranazionale nell’ ambito del quale giocano un ruolo centrale l’ Organizzazione delle Nazioni Unite e l’ Organizzazione mondiale della sanità». Il Collegio giudicante non affronta la questione del riconoscimento alla nicotina di effetti paragonabili a quelli delle sostanze stupefacenti, ma si limita a rimarcare che «la circolazione e il commercio dei prodotti del tabacco sono oggetto di una specifica normativa comunitaria la quale si ispira al principio della libera circolazione». Ciò comporta che gli Stati possono adottare divieti o limiti all’ immissione sul mercato del tabacco solo in casi particolari ed eccezionali. Questo significa che «nel mercato unico europeo sono precluse misure di controllo del tabagismo che abbiano l’ effetto di limitare o impedire la circolazione dei prodotti del tabacco». Infine Palazzo Spada segnala «l’ ambiguità e la contraddittorietà di un sistema normativo che, a livello nazionale demanda al Ministero della salute il compito di aggiornare l’ elenco delle sostanze proibite senza fare riferimento ad alcun vincolo derivante dalla cogenza di impegni internazionali, ma che, al contrario, a livello sovranazionale, finisce per sottrarre alla sovranità statuale e all’ autonoma valutazione della competente autorità ministeriale l’ identificazione delle sostanze illecite». © Riproduzione riservata.
ANDREA SCOTTi

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