Nicastro: cessione entro metà 2016 Risarcimento ai bondisti, si tratta
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fonte:
- La Nazione
tra domani e giovedì gli emendamenti del governo. incertezza sul tetto
di SERGIO ROSSI «TEMPI BREVI», torna a ribadire Roberto Nicastro, presidente della Nuova Banca Etruria e degli altri tre istituti di credito coinvolti nel decreto governativo. Nicasto, che già aveva annunciato l’ inizio dell’ asta per febbraio, ha ieri indicato un’ altra data limite: «Contiamo di concludere la cessione a istituzioni italiane o estere entro la prima metà del 2016. Il presidente del Bpel punta su un una procedura trasparente e conferma l’ interesse da parte di banche italiane e straniere. Non va oltre e allora continuano le ipotesi circa il gruppo che alla fine si ingloberà l’ istituto di via Calamandrei, in solitario oppure in compagnia delle altre tre sorelle di sventura. Non andando al di là del panorama nazionale, l’ ipotesi più credibile resta quella di un inserimento di una delle banche interessate al risiko delle Popolari, da Bper a Bpm passando per Ubi e Banco Popolare, ma ogni anticipazione potrebbe risultare precipitosa, vista l’ estrema frammentarietà del quadro. CESSIONE A PARTE, la questione più stringente riguarda al momento gli obbligazionisti subordinati che dalla sera alla mattina hanno perduto i loro averi. E proseguono le grandi manovre a Roma con il governo che dovrebbe presentare i propri emendamenti tra domani sera e giovedì mattina. Le indiscrezioni confermano il possibile sostanziale accoglimento dell’ emendamento del gruppo pd per la costituzione di un fondo sociale che recuperi parzialmente le somme perdute dagli investitori retail nei casi di indigenza o comunque di vulnerabilità economica. Il tetto per il risarcimento pare oscillare tra i 30 e i 50 mila euro, ma il grosso è ancora da stabilire. La commissione bilancio della Camera prosegue nelle votazioni sugli emendamenti alla legge di stabilità nella quale è confluito il contenuto del decreto salva-banche e il ministro dell’ economia Padoan interverrà in audizione alla seduta di sabato 12. Insomma, già nei prossimi giorni potremo avere un quadro più chiaro. D’ ALTRO CANTO non depongono le armi le associazioni dei consumatori. C ‘è ad esempio Codacons che rifiuta vie di mezze, «no all’ elemosina, non accetteremo nulla – si dice in sostanza – al di fuori di un risarcimento totale delle obbligazioni andate in fumo». La stessa associazione invita bondisti a non firmare alcuna carta di rinuncia a possibili azioni legali. La situazione resta dunque turbolenta e un altro passaggio cruciale lo si avrà con le assemblee di domani (Federconsumatori alla Borsa Merci) e di giovedì all’ auditorium della Camera di Commercio, presenti alcuni big della politica nazionale.
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