Nestlé mente“ Storace querela il boss Brabeck
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fonte:
- Il Manifesto
La procura vuole chiarezza: le parole della compagnia su un presunto accordo con il ministro per tacere sul latte inquinato “non passeranno come acqua fresca“
Boia chi molla. Storace conferma la linea dura contro Nestlé e querela l`amministratore delegato Peter Brabeck. La procura di Ascoli Piceno ieri mattina ha dichiarato di prestare “molto attenzione“ alle parole “rilevantissime“ di Brabeck, che aveva parlato di un accordo fatto a luglio fra Ue e ministero della Salute per smaltire il latte per bambini macchiato di inchiostro. “Non passano come acqua“, hanno detto gli inquirenti. Un`affermazione dura che pare quasi una promessa di immediati accertamenti anche nei confronti del ministro. E` Nestlé che dovrà “rispondere dei fatti davanti ad un magistrato tribunale – ha ringhiato Storace – non ho firmato nessun accordo. Non sanno chi sono io, se ne accorgeranno in tribunale“. E così ieri sera ha depositato la querela contro Brabeck presso i carabinieri del Nas “per le affermazioni false e offensive pronunciate“. Chi mente? La versione di Storace ieri è stata confermata da Paola Testori, direttore responsabile per la Sicurezza alimentare della Commissione europea, la quale ha dichiarato: “Non c`è stato mai nessun accordo tra l`Unione europea e la Nestlé o le altre industrie implicate su questo problema“. Nestlé Italia dal canto suo non la smentisce e si limita a ribadire che anche ora, come sempre, rimangono aperti canali di dialogo con il ministero e con le autorità preposte nel segno “della massima trasparenza e collaborazione“. D`altra parte anche l`impavido Storace ha voluto specificare di voler querelare il solo Brabeck e non la Nestlé nel suo complesso, e ieri l`Istituto superiore di sanità ha confermato quanto già annunciato dall`ente europeo Efsa: l`Itx non è nocivo o per lo meno non ha effetti “genotossici“, niente allarmismi allora. Insomma, ci sono due verità contrapposte per uno scontro all`arma bianca ma che non sembra all`ultimo sangue. Il direttore Paola Testori ha inoltre chiarito anche l`altro punto che mette in difficoltà nello stesso tempo l`azienda, il ministro e l`Ue. La tempistica delle comunicazioni fra loro che comunque sembrano slegate dai sequestri del corpo forestale che dipende dal ministro Alemanno e che ha agito su incarico della procura di Ascoli sequestrando quattro lotti di prodotti Nestlé all`inizio di novembre e poi milioni di litri su tutto il territorio nazionale questa settimana. “Noi – ha spiegato Testori – abbiamo saputo l`8 settembre dalle autorità italiane che c`era un problema. Dall`8 settembre in poi abbiamo avuto contatti con le autorità italiane e il 19 settembre abbiamo incontrato Nestlè e Tetrapak che ci hanno spiegato l`origine della presenza di inchiostro. Abbiamo richiesto immediatamente dati tossicologici per sapere se la sostanza fosse pericolosa o no. L`industria ci ha fornito dei dati che poi ha completato nei giorni seguenti“. Dunque effettivamente la notizia era nota sia a Nestlé, sia al ministero, sia alla Ue già all`inizio di settembre, e come si sa le prime rilevazioni di Itx nel latte effettuate dall`Arpam delle Marche risalgono addirittura a giugno. Perché tutti sapevano tutto, ne parlavano fra loro, ma nessuno ha detto nulla ai consumatori e ci sono voluti mesi per ritirare i prodotti inquinati? Storace, provocato persino dalla Mussolini che si è lanciata nella gara a chi è più core de mamma contro la straniera Nestlé, si è difeso come fa da giorni: questione di procedure secondo cui il ministero , appena ricevuto l`avviso dalle Marche, avrebbe correttamente e tempestivamente avvisato l`Ue. Solo la Regione avrebbe potuto agire immediatamente. La Regione Marche però rimanda l`accusa al mittente, dichiara di aver agito e di averlo dovuto fare per conto proprio. Nestlé Italia, invece, assicura che si tratta di tempi tecnici e di procedure di routine, non si può ritirare un prodotto su due piedi, se non c`è prova che sia nocivo. Si chiama: “Principio di precauzione“ (per il prodotto). Quando c`è qualche problema, e succede, si controllano le analisi, si cerca di capire e poi si agisce. E, dicono, così è stato fatto, visto che il 15 novembre, Nestlé avrebbe spontaneamente ritirato il latte. Non sarà facile a questo punto capire chi mente, ma una cosa però è certa e non può più essere né nascosta né dimenticata: in quel latte per bambini c`era effettivamente il fissante per inchiostro delle confezioni di Tetrapak. Molto probabilmente non è nocivo. Ma, come ribadiscono le associazioni ambientaliste e le associazioni dei consumatori, l`Itx nel latte per i bambini non ci doveva essere. E questo lo sanno anche nel palazzo milanese di via Richard. Intesaconsumatori per questo ha chiesto i primi 100 milioni di euro di indennizzo. Solo la procura potrà sciogliere i misteri. Finora non compaiono ancora nomi nel registro degli indagati, ieri l`Arpam delle Marche ha consegnato al procuratore di Ascoli il risultato delle analisi su trenta tipi di latte: risultano le contaminazione nei 4 prodotti Nestlé e nel latte della Milupa Aptamil 2, Aptamil soia e Babymil. Nelle catene della grande distribuzione è alta l`attenzione, molti prodotti sono confezionati nel tetrapak.
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