Nestlè e Tetrapak in aula
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fonte:
- Trentino extra
Latte all`Itx, il processo resta a Rovereto
ROVERETO. Il processo civile per il risarcimento dei danni arrecati dal latte “adulterato“ da inchiostro Itx rimane – almeno per ora – a Rovereto. Non solo: ne diventa protagonista anche Tetrapak, chiamata in causa da Nestlè come possibile responsabile o corresponsabile dello “scandalo“ della scorsa estate. Ad agire com`è noto è un`utente roveretana appoggiata al Codacons, l`associazione in difesa dei consumatori che schiera in aula l`avvocato Gloria Canestrini e la dottoressa Gloria Valentini. Le novità processuali derivano da una fresca ordinanza del giudice di pace roveretano, l`avvocatessa milanese Daniela Longo. In prima battuta il magistrato onorario rifiuta di esprimersi ora sulla richiesta di Nestlè, che vuole il processo a Roma. Il ragionamento del colosso alimentare svizzero è semplice: c`è un processo analogo radicato nella capitale, unifichiamo tutti i procedimenti del genere in uno solo. Codacons non ci sta, perchè allontanare il processo da chi l`ha avviato significa demotivarlo a tener duro sulle proprie richieste. L`utente sostiene che il patema d`animo creato dalle notizie sui potenziali danni del latte inchiostrato attraverso il contenitore in tetrapak, è all`origine di un danno morale, di un danno esistenziale e di un danno biologico. A subirli sarebbe stata appunto la madre di una bimba di 18 mesi che sorbiva il latte Nestlè la scorsa estate, quando scoppiò il caso pubblico. Nestlè, alla prima udienza di due settimane or sono, sostenne subito – attraverso l`avvocato roveretano Claudio Tezzele, domiciliatario della causa – che se danno poteva esserci stato, la colpa era semmai della società svedese Tetrapak produttrice del diffusissimo involucro usato per il latte. Le controdeduzioni del Codacons sono altrettanto chiare: Nestlè ritirò il prodotto dal mercato solamente in novembre, due mesi dopo le prime richieste di sequestro e tre mesi dopo le analisi sul latte, ragion per cui ci potrebbe essere anche una responsabilità diretta della multinazionale per il ritardo nel correggere il tiro e tranquillizzare la clientela. In ballo ci sono solo 2 mila 500 euro, un risarcimento quasi simbolico ma che assumerebbe grande significato per il mercato nazionale, non a caso Nestlè ha mobilitato fior di legali da Milano (compreso lo studio del presidente nazionale dell`Ordine Guido Alpa). Processo interessante, dunque, che la giudice Longo sembra intenzionata a mantenere a Rovereto, tanto da avere appunto fissato il prosieguo del dibattimento al 15 dicembre prossimo. I convenuti diventano tre: Nestlè, Tetrapak International e Tetrapac spagnola.
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