4 Maggio 2013

«Nessuno ferma i predoni dei bagagli»

«Nessuno ferma i predoni dei bagagli»

Il Codacons accusa «Troppi episodi simili negli aeroporti»ALITALIA SCOSSA PER L’ ONDATA DI ARRESTI DEI DIPENDENTI INFEDELI A FIUMICINO IL CASO Per chi lavora ad Alitalia gli arresti di ieri sono stati un trauma. Per le associazioni dei consumatori la dimostrazione che non si fa abbastanza per tutelare i passeggeri dai furti. Anche perché le immagini riprese dalle telecamere nascoste, installate sulle stive degli aerei, non lasciano molti dubbi. In un anno, almeno cento casi, in buona parte sul volo Roma-Lamezia Terme, documentati dalle indagini coordinata dalla sede nazionale della polizia di frontiera, che ha visto come protagonisti anche gli uomini di Fiumicino guidati da Antonio Del Greco. Si tratta del primo caso in cui le telecamere degli investigatori sono state installate nelle stive di un aereo. LO SCENARIO Alitalia ieri ha spiegato: «La nostra direzione sicurezza, nel corso del 2012, ha attivamente collaborato con la Polizia di frontiera di Fiumicino e di Lamezia Terme nello studio, nello sviluppo e nella conduzione di una articolata attività investigativa avente come obiettivo l’ individuazione dei responsabili di numerosi furti che, in forma sempre più invasiva, si sono registrati sui bagagli dei passeggeri Alitalia. Il proficuo scambio, tra Alitalia e la Polizia di frontiera, delle reciproche conoscenze, competenze ed esperienze professionali, unito alla fattiva collaborazione della Compagnia, hanno consentito di raggiungere un importante risultato». Insomma, Alitalia – che dovrà risarcire i passeggeri derubati di cellulari, tablet, gioielli, profumi di marca – sostiene di essere parte lesa in questa storia. Ai dipendenti Alitalia chiamati in causa – in tutto 49, di questi a Roma solo a diciannove ieri è stata notificato il provvedimento degli arresti domiciliari – è stato ritirato il tesserino che consente di entrare nelle aree riservate dell’ aeroporto Leonardo Da Vinci. Dunque, per loro c’ è di conseguenza anche la sospensione del lavoro. Solo se le accuse di furto aggravato e danneggiamento saranno dimostrate, al termine del processo potrà esservi anche il licenziamento. Agli arresti domiciliari dipendenti a tempo indeterminato, ma anche lavoratori stagionali. I PASSEGGERI Alitalia assicura che i viaggiatori derubati sono stati o saranno risarciti, ma dal Codacons, associazione dei consumatori, chiedono rassicurazioni più concrete, ricordando anche che non è la prima volta che si parla di predoni del bagaglio negli aeroporti. E che nulla è stato fatto per prevenire questi episodi. «È vergognoso che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti attacca in una nota. Nell’ agosto 2002, infatti dopo i furti verificatesi a Malpensa, il Codacons ha chiesto di fare accertamenti a tappeto in tutti gli aeroporti italiani. Questi furti, invece, continuano a ripetersi ciclicamente: 2002, 2004, 2005, 2007, 2012. Nulla è stato fatto da allora per rivedere i criteri di selezione del personale responsabile della custodia dei bagagli, evidentemente troppo blandi e generici per un lavoro che richiede invece particolari requisiti di onestà. Il Codacons ricorda che i passeggeri in questi casi hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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