Nessuna difesa dei pirati del rosso
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fonte:
- Il Messaggero
Nessuna difesa dei pirati del rosso, ma sul T red, le associazioni dei consumatori chiedono al comune “chiarezza e trasparenza“. Sul loro tavolo ci sono centinaia di fotografie di casi anomali e una richiesta di incontro al comune di Perugia, rimasta senza seguito. Stranezze legate ai fotogrammi, risultato di un sistema che, stando alla documentazione raccolta da Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Codacons, Acu e Adiconsum, non darebbe garanzie sufficienti. Se il T red risulta infatti fiscale nel far scattare le multe al primo centesimo di secondo di “rosso“, altrettanto non può dirsi del suo funzionamento, in tema di tempi, scatti e fotogrammi. Non escluso il rischio manomissione. Tra le anomalie segnalate, la più clamorosa riguarda una signora che, con il bagagliaio pieno per la spesa, si è vista recapitare il verbale perché al passaggio ad un incrocio, le si è aperto il portellone posteriore facendo scattare il photo red. In un`altra sequenza, oltre al retro dell`auto colpevole, compare misteriosamente il sopra di un autobus. “La dimostrazione – spiega Alessandro Petruzzi di Federconsumatori – che tale meccanismo non ha i tempi giusti per far uscire i mezzi dall`incrocio pur se passati con il giallo“. Ma il campionario di casi è variegato. “Almeno 50 foto – aggiunge Petruzzi – dimostrano che il t red è scattato mentre l`auto passa con il giallo“. La cui durata, in un caso è stata calcolata in 3 secondi e 12 centesimi: un range ben più basso dei 4 secondi garantiti. “Portando il parametro a sei secondi – spiegano le associazioni – come successo in un comune del reggiano, dopo i primi due mesi da record, il numero delle multe mensili è collassato ma non a discapito della sicurezza“. Una valutazione che si porta dietro la questione dei tempi di reazione. Una lotta impari, se è vero che migliaia di multe sono scattate per pochi decimi di secondi: l`autista passa col giallo ma la coda dell`auto è ancora in “zona rosso“. “Il codice della strada prescrive di rallentare e fermarsi – spiega Cristina Rosetti, Movimento difesa del cittadino – e se la manovra, in sicurezza, non riesce l`incrocio va liberato velocemente. Ma non tutti sono reattivi allo stesso modo (vedi i più anziani, tra i più multati) con il Cnr, ad esempio, che parla di 5 secondi. Il T red inoltre, come dimostra il contratto con una delle due ditte coinvolte dal comune per la sperimentazione, non è stato pensato per scattare in contemporanea col rosso, ma “dopo un tempo prefissato““. Il giallo extra-small ha inoltre causato verbali anche in caso di incidenti o code per autobus alla fermata. “Negli altri paesi d`Europa – aggiunge Carla Falcinelli del Codacons – due secondi prima che il giallo scatti, il verde inizia a lampeggiare. Così, l`automobilista può decidere se passare o no e chi sta dietro, soprattutto, rallenta. Una signora ci ha raccontato di aver rischiato di essere aggredita perché al giallo si è fermata. I tamponamenti ci sono e nei semafori controllati sono cresciuti“. A palazzo dei Priori si contesta la mancanza di informazione prima della sperimentazione partita con apparecchiature omologate nel 2004. “Solo un T red – fanno notare le associazioni – è stato omologato il 26 luglio 2006, a sistema già avviato, per migliorare le riprese notturne. Chi garantisce che anche gli altri funzionano? Perché il comune non ci mostra l`ordinanza con cui stabilisce i tempi semaforici prima e dopo l`introduzione? Anche se i tempi fossero identici, questo non risolve i problemi degli anziani sulla questione riflessi“. Ma le associazioni vogliono sapere anche a chi, a quante persone e per quali motivazioni la sanzione è stata tolta. Dubbi sono espressi anche sulla procedura di trasferimento dati tra i server delle due ditte “in gara“ per la fornitura poi del T red ed il sistema della polizia municipale. “Ci sono foto tagliate o poco chiare – spiega l`avvocato Rosetti – che fanno pensare ad un interfaccia non precisa. Chi è stato se l`occhio elettronico è fermo? Qualcuno ci ha messo le mani e ce le ha messe male. Il nostro è un legittimo dubbio“. Intanto, anche nei casi più eclatanti (vedi portellone apertosi improvvisamente) “dalla polizia municipale – riferiscono le associazioni – i cittadini si sentono rispondere “faccia ricorso““. Una strada per la verità intrapresa da pochi, in 400 su circa 21 mila verbali recapitati. Con un incasso che, rispetto alle previsioni (850 mila euro), sarebbe triplicato.
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