24 Aprile 2003

«Nessuna conseguenza sulla riforma del decentramento»

L`assessore D`Agostino assicura: «Nessuna conseguenza sulla riforma del decentramento»




A suo modo è un record. Per la prima volta il Comune di Venezia è sceso sotto i 300mila abitanti. L`Istat ha infatti comunicato i dati del censimento 2001 relativi alla popolazione (e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale), in base ai quali i residenti nel capoluogo erano per la precisione 271mila e 73. Un dato che retrocede Venezia dal rango di “capoluogo“ di serie A, se come tali si intendono la città con più di 300mila abitanti. Al di là del valore statistico del rilevamento, il calo demografico rischia di avere ripercussioni sul piano amministrativo, con eventuali riduzioni delle indennità degli amministratori, ma sicuramente, assicurano a Ca` Farsetti, non avrà conseguenze sul processo di costituzione delle municipalità e sullo “status“ di città metropolitana a cui Venezia aspira. Su questo tema, oltre agli uffici comunali del decentramento, sta lavorando anche l`ex sottosegretario all`interno, l`avvocato Adriana Vigneri. Fu lei, nel 2000, proprio in veste di sottosegretario, a operare per la stesura del testo unico che prevede la costituzione delle municipalità solo per Comuni con almeno 300mila abitanti.
«Venezia – spiega l`assessore al decentramento, Roberto D`Agostino – può ugualmente continuare sulla strada delle Municipalità, anche se nel 2001 è scesa a 271mila abitanti, perchè il procedimento era già stato avviato. Sarebbe stupido e assurdo bloccare tutto solo perchè un Comune, durante l`iter di riforma amministrativa, cambia il numero dei residenti superando o andando sotto la soglia di 300mila abitanti prevista dal testo unico. La Municipalità è una forma di decentramento spinto che il Comune vuole realizzare e che può continuare tranquillamente a perseguire. Il dato demografico non ha nessuna influenza nemmeno sulla procedura per la città metropolitana. Venezia lo può diventare in base a una legge statale, regolata dalla riforma del titolo quinto della Costituzione. Il numero della popolazione non c`entra».

«Semmai – conclude D`Agostino – l`essere scesi sotto la soglia dei 300mila residenti potrà avere conseguenze solo sullo “status“ degli amministratori delle future Municipalità. Per farla semplice, sulle loro indennità. Potrebbero essere equiparati non più agli assessori, ma ai presidenti di quartiere». Tuttavia c`è chi non è convinto. L`avvocato Mario d`Elia, presidente del Codacons veneziano, ha annunciato un esposto alla Corte dei conti per chiedere che si faccia luce sui soldi spesi dal Comune per l`avvio di una procedura di riforma amministrativa che, secondo d`Elia, ora rischia di saltare.

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