“Nessun taglio alle bollette Tanti utili, famiglie spremute”
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fonte:
- La Nazione
– FIRENZE – IL PROGETTO di realizzare in Toscana una società unica dei servizi pubblici non entusiasma le associazioni dei consumatori. Perché non avrebbe come prima conseguenza l’ abbattimento per gli utenti dei costi di acqua, gas e rifiuti. «Nel breve periodo, anzi, si potrebbero verificare degli aumenti – commenta Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana – perché creare la holding, che è una struttura nuova, costa. Forse le famiglie potrebbero avere qualche beneficio nel lungo periodo, ma chissà quando». Inutile guardare al futuro, rischiando di amplificare, anziché risolvere i problemi di oggi: bollette dalle voci incomprensibili, call center che rimbalzano gli utenti da un ufficio all’ altro e insostenibili aumenti delle tariffe. Come è accaduto, ad esempio, con l’ adeguamento del deposito cauzionale della bolletta Publiacqua, che ha provocato la rivolta dei pensionati, ma anche delle società letturiste e degli amministratori, con continui rimpalli di responsabilità che confondono anche gli utenti più attenti e preparati. In questa giungla, difficile che la superholding possa portare benefici. Anzi. «La distanza tra fornitori dei servizi e utenti aumenterebbe», sottolinea la presidente di Codacons Toscana. «Quasi sicuramente sarebbero eliminati anche quei pochi sportelli fisici che esistono ancora sul territorio e per interfacciarsi con la società unica agli utenti non resterebbe che attaccarsi al telefono e sfidare il numero verde. Se già oggi presentare un reclamo è molto difficile, domani potrebbe diventare impossibile». In alternativa, allora, cosa si potrebbe fare per ridurre le bollette? «Visto che spesso – risponde la Bartolini – queste società di servizi fanno utili, anziché essere reinvestiti esclusivamente nella manutenzione degli impianti, una parte potrebbe essere utilizzata per abbattere le tariffe». «Oppure – suggerisce Vincenzo Donvito, presidente di Aduc – occorre mettere mano all’ anomalia toscana, dove controllore e controllato sono la stessa cosa. Esiste un conflitto di interesse tra controllori e controllati. Pensiamo a Publiacqua, ad esempio, che ha come soci di maggioranza i comuni, gli stessi dai quali dipendono gli Ato. La holding potrebbe essere anche una proposta – aggiunge – ma si devono eliminare questi conflitti di interesse. Altrimenti i gestori dei servizi continueranno a fare utili e contemporaneamente a spremere le famiglie». mo.pi.
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