3 Settembre 2013

«Nessun “inchino” a San Marco»

«Nessun “inchino” a San Marco»

 

Non ci sarebbe stato alcun “inchino” da parte della Carnival Sunshine in Bacino di San Marco. A poco più di un mese dall’ immagine del “gigante” delle crociere che sembrava sfiorare Riva Sette Martiri, il Comitato Cruise Venice sostiene di averne le prove e ha presentato un esposto alla Procura di Venezia per simulazione di reato. L’ organismo che riunisce le società crocieristiche non individua responsabilità, limitandosi a ricostruire quanto accaduto lo scorso 27 luglio, fornendo elementi per dimostrare che la “Sunshine” è transitata alla normale distanza di sicurezza. L’ esito delle indagini difensive sarà illustrato oggi a Mestre, nel corso di una conferenza stampa, con «proiezione di video e la presentazione di documenti inediti». Poi spetterà alla Procura valutare le nuove “prove”, che si aggiungono alla relazione già depositata dalla Capitaneria di Porto e all’ esposto presentato dal Codacons che ha chiesto di accertare le possibili responsabilità, anche a carico della Capitaneria, in relazione ad eventuali rischi per la sicurezza dei trasporti. A far scoppiare il caso, un sabato mattina di luglio, fu lo scrittore ed opinionista Roberto Ferrucci il quale diffuse un video ripreso con il telefonino da un bar, riferendo di una «inconsueta vicinanza della nave da crociera alla riva: al massimo una trentina di metri», con un vaporetto «stretto da questo gigante del mare e con poco spazio a disposizione». L’ assessore comunale all’ Ambiente, Gianfranco Bettin rilanciò parlando di «”struscio” molesto quanto rischioso», e chiese conto dell’ accaduto alle autorità. La Capitaneria fin dall’ inizio smentì anomalie (esiste un tracciato Gps) e l’ Autorità portuale parlò di transito del tutto nella norma, a 72 metri di distanza dalla Riva. Le indagini difensive del Comitato Cruise Venezia confermerebbero tali dati. Nel frattempo, ieri, a margine della Mostra del cinema in corso al Lido, il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, ha incontrato brevemente una delegazione del Comitato No Grandi Navi che gli ha consegnato una lettera aperta chiedendo interventi concreti per allontanare i “giganti” dalla laguna. Bray non si è tirato indietro: «I miei colleghi ministri – ha detto – non mi hanno ancora sollecitato sull’ argomento, ma vedrete come nella prossima riunione interministeriale, il ministro farà sentire la propria voce». Il presidente di Venezia Terminal Passeggeri (VTP), Sandro Trevisanato, ha espresso soddisfazione per le dichiarazioni rese l’ altro giorno dal ministro dell’ Ambiente Andrea Orlando «ove afferma che sulla questione delle grandi navi a Venezia bisognerà contemperare le varie esigenze, tecniche, economiche, ambientali, su cui dovranno esprimersi vari soggetti istituzionali, Autoritá Portuale, Venezia Terminal Passeggeri…» Anche il sindaco di Venezia ha apprezzato le parole del ministro Orlando: «La proposta del “numero chiuso” è un segnale importante, ma non può bastare – ha dichiarato Giorgio Orsoni – Dobbiamo trovare una soluzione stabile. Può andar bene qualche misura di contenimento, ma sia ben chiaro anche un solo “passaggio” di una grande nave in canale della Giudecca è di per sè inadeguato». © riproduzione riservata.

 

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