20 Ottobre 2012

«Nessun controllo sulle mail»

«Nessun controllo sulle mail»

HANNO prima detto che questo processo era «falsato» per i «costi abnormi, oltre 30mila euro, per avere le copie dei supporti informatici» e poi perché la perizia non era stata in grado di spiegare il dopo-incidente, ovvero «ricostruendo la dinamica dei fatti, ma trascurando le perdite di vite umane non chiudendo il cerchio di un’ indagine sempre più necessari». E’ un sorriso amaro quello di Giuliano Leuzzi, avvocato di due naufraghi della Concordia e consulente del Codacons che, insieme a Bruno Neri, docente dell’ Università di Pisa, hanno incalzato con una serie di quesiti il collegio peritale del Gip Montesarchio. Senza però, alla fine di cinque giorni veramente massacranti, avere le risposte necessarie che loro chiedevano. «SONO stati accertati alcuni aspetti rilevanti ma c’ erano lacune sulla perizia ? ha detto di fronte ad una selva di microfoni ?. Non abbiamo avuto accesso alle comunicazioni via mail dove verosimilmente potevano esserci informazioni sulle variazioni di rotta, questo nonostante le nostre istanze». Un punto, questo, che era stato ampiamente dibattuto nei giorni scorsi quando, dopo alcuni rilievi delle parti offese, sempre i periti del gip hanno respinto la richiesta di esaminare le presunte corrispondenze telematiche contenute nelle memorie dei computer della plancia di comando, ritenendola una operazione irrilevante poiché ciò che è importante, è stato sottolineato, è quale tipo di rotta la nave tenne da Civitavecchia al Giglio. «Rimane ancora senza risposta il problema sul generatore elettrico di emergenza che non funzionava ? ha chiuso Leuzzi ?, di cui non sono stati indagati i motivi del guasto. Questo incidente probatorio è stato tutto finalizzato a capire le cause della perdita della nave ma le cause della perdita delle vite umane sono rimaste fuori». Un punto, questo, che farà discutere ancora molto. M.Alf.
 

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